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La Spada Laser di Starwars, la vera forza di un Jedi

Costruire la propria spada laser è parte integrante dell'addestramento di uno Jedi. Le spade laser sono un elemento molto importante nell'esistenza di uno Jedi; non solo è la sua anna, ma ne è il simbolo.
La costmzione della propria spada rappresenta il momento in cui il Padawan comincia a camminare con le proprie gambe pur restando sotto la tutela del Maestro. Un Jedi dovrebbe avere con sé solo una spada edusare sempre e solo la sua spada (fatta eccezione per il maestro del Niman).

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Questo non è un tabù, ovvio: in caso di necessità può sempre usare la spada di un altro, ma la sua spada rappresenta in un certo senso io suo "io", il suo "essere cavaliere" e dovrebbe averne la massima cura possibile.
La spada laser andrebbe anche modificata quando cambia qualcosa nella fllosofla di vita dello Jedi, del suo modo di combattere o di vivere, o, nei casi di cambiamenti più estremi, addirittura cambiata. Finchè è un padawan può usare una spada costruita per lui dal suo maestro, oppure costruita insieme ad esso, a patto che smetta di usarla quando diventa Cavaliere Jedi.
Tuttavia, non voglio dilungarmi oltre sulla filosofla della spada laser, e passo subito alle regole; importante è conoscere le basi della tecnologia della spada laser. La spada laser non è, anche se il nome potrebbe far credere il contrario, un fascio laser; non genera luce ma anzi lascia la sua ombra sulle pareti. Essa è costituita da un fascio di luce che viene curato verso l'intemo da un campo di forza, che è largo alla base dell'emettitore e rapidamente diventa
stretto e rettilineo. Il campo di forza è inertne, nel senso che oltre a curvare la luce non interferisce in nessun modo con l'ambiente circostante. Quando qualcosa lo attraversa tuttavia, il campo si intensifica e diventa attivo, impenetrabile alla maggior parte degli elementi.
Questo sottilissimo campo, spesso alcuni millimetri, è in grado di recidere i legami di moltissimi materiali cristallini; in pratica, l'effetto macroscopico che si verifica è un "taglio" nei materiali. Alcuni materiali sono più resistenti all'effetto di quest'arma e il campo di forza non è in grado di attraversare completamente questi materiali: la duracreta, il plastacciaio o le pareti antiesplosioni delle navi da battaglia subiscono quindi solo danni pari a delle incisioni piuttosto che tagli netti e profondi.
Il fascio di luce che avvolge il campo servee più come guida per il Jedi che utilizza la spada, per indicargli dove si trova la "lama" piuttosto che per produttre luce o un qualsiasi effetto di fisicità della struttura.
Il campo luminoso resta per tutta la larghezza dell'emetittore, di solito tra i 3 ed i 4 cm, ed emette un bagliore per massimo una decina di centimetri, sufficiente ad illuminare nel buio il volto del Jedi che la utilizza se questo la tiene vicino al volto ene segnala la presenza anche a grosse distanze, ma non è sufficiente per essere utilizzato come fonte d'illuminazione in situazioni di buio.
Una spada laser non provoca calore, né sull'impugnatura né sui materiali con cui viene a contatto. L'altissimo contenuto di energia comunque può rendere una parete in plastacciaio incandescente, o cauterizzare rapidamente le ferite.
Una spada laser ha bisogno di alcuni componenti fondamentali; uno spaccato della spada laser è presente nella figura di seguito assieme ad una breve spiegazione pseudo-scientiflca nei termini delle tecnologia di Guerre Stellari del suo funzionamento.

Gli elementi fondamentali della spada laser sono l'alimentatore, il cristallo e l'emettitore.
L'alimentatore rappresente la fonte di energia che alimenta il cristallo; di solito si utilizza un micrto generatore a fusione a nucleo di diario attivo di un qualsiasi modello presente in commercio, sebbene alcuni Jedi si fabbrichino un alimentatore secondo le proprie particolari esigenze. L'alimentatore alimenta direttamente il cristallo, che emette il campo energetico necessario per la formazione del campo di forza costituente la lama della spada laser. Il fascio di energia emesso dal cristallo si focalizza su un cristallo focalizzatore, solitamente di materiale droghato in denziono o cortosi monoatomica, e viene indirizzato nel canale energetico, che serve per mantenere coeso il fascio, situato all'interno di un campo circolare per plasmare la struttura e polarizzare correttamente il flusso di energia.
Esso viene poi fatto passare attraverso un circuito di modulazione energetica che imprime ad esso la frequenza energetica; solitamente la frequenza oscilla tra le lunghezze d'onda standard dei blaster, ma è possibile produrre fasci con frequenze diverse. Agendo su questo stadio è possibile variare la traiettoria paraboloide del campo di energia, producendo una lama di lunghezza maggiore o minore.