Il Ragazzo dilaniato. Novelization su Kylo Ren

Kylo Ren, o meglio Ben Solo, è uno dei personaggi più complessi dell’intera saga di Guerre Stellari. Nonché forse il personaggio più amato della tanto criticata nuova trilogia.  Introdotto nel film del 2015 Star Wars: Il risveglio della Forza, è interpretato da Adam Driver. Kylo Ren è il nome scelto da Ben Solo, unico figlio dei personaggi della trilogia originale Han Solo e Leia Organa. Sebbene addestrato da suo zio Luke Skywalker come Jedi, è stato sedotto dal lato oscuro della Forza a causa dell’influenza del Leader Supremo Snoke e aspira ad essere potente come suo nonno, il signore dei Sith Darth Vader. Kylo Ren è inoltre il capo dei Cavalieri di Ren, oltre che un comandante e successivamente il Leader Supremo del Primo Ordine, un’organizzazione nata dalle ceneri dell’Impero Galattico. Appare anche ne Gli ultimi Jedi (2017) e L’ascesa di Skywalker (2019), nonché in media e merchandising correlati.

Nell’agosto 2015 Kasdan dichiarò a Entertainment Weekly: “Ho scritto quattro film di Guerre stellari finora, e non c’è mai stato un personaggio simile a quello che interpreta Adam. Penso che vedrete qualcosa di nuovo per la saga”. Abrams spiegò: “Penso che ciò che rende Ren così unico è che non è completamente formato come suo nonno…”. Lo stesso Adam Driver dichiarò nel dicembre 2015 che, nonostante le somiglianze visive con Darth Vader, Kylo è “diverso da qualsiasi cattivo che il franchise abbia visto”. Anche la critica ha osannato la complessità di questo personaggio: Robbie Collin di The Daily Telegraph descrisse Ren come “un impetuoso, radicalizzato jihadista del lato oscuro, la cui spada laser rossa schizza e scoppietta violentemente come il suo carattere … il carattere selvaggio ed irregolare di Kylo Ren e l’instabilità “angosciata” lo rendono pericoloso”.  Melissa Leon di The Daily Beast valutò l’uso della Forza di Ben Solo come “formidabile”, citando la sua capacità di fermare un colpo di pistola a mezz’aria, immobilizzare le vittime e sondare le loro menti contro la loro volontà.  Sicuramente la sua psiche è abbastanza complicata, per questo ho voluto riscrivere l’intera trilogia sequel raccontata però dal suo punto di vista, con molte sue emozioni.

JAKKU

“Signore, un caccia della resistenza è appena atterrato su Jakku, le nostre spie ci hanno riferito che è in cerca di indizi su Skywalker” affermò il capitano Phasma, disturbando il mio flusso di pensieri, cosa che trovai alquanto fastidiosa, “non è tutto signore, anche Lor San Tekka è sul pianeta e sembra essere in possesso di una mappa che potrebbe condurci dall’ultimo jedi”. “Molto bene capitano, preparate una squadriglia d’assalto, dobbiamo assolutamente evitare che la resistenza entri in possesso di quella mappa”. Quel vecchio come poteva aver ottenuto informazioni sul luogo dove fosse andato a rifugiarsi mio zio? Per quale motivo io non ero a conoscenza dell’esistenza di tale mappa? Prima che potessi arrabbiarmi e far fuori qualche membro inutile dell’equipaggio decisi di andare personalmente su Jakku e scoprire qualcosa di più su questa faccenda, eccomi dunque davanti al mio shuttle, pronto per la partenza. Onestamente non mi ha mai entusiasmato il mio shuttle personale, quelli dell’impero erano più affascinanti, però comunque non ci si lamenta, facile da pilotare e affidabile al 100%. Era davanti a me, Jakku, mi ricordava il pianeta dove mio padre andava spesso da ragazzo, Tatooine, ma meglio non pensarci… Appena atterrato mi guardai attorno e avanzai a spasso spedito, vidi San Tekka inginocchiato davanti a me, era un vecchio amico di mio padre e di mio zio Luke, aiutò in più occasioni la ribellione a sconfiggere l’impero galattico; lo conobbi da ragazzino su Hosnian Prime, la sede della nuova repubblica, da tempo era diventato sempre più strano e misterioso, fin quando non partì appena dopo che uccisi i miei compagni, era certamente sconvolto dalla scomparsa di Luke, non si ebbero più notizie di lui ed eccolo qua, dinanzi a me, con delle informazioni segrete, per quale motivo era finito su quel pianeta sperduto? Come aveva fatto ad ottenere certe informazioni? Era il momento di scoprirlo: “quanto sei diventato vecchio” affermai, “a te è accaduto qualcosa di peggio” replicò il vecchio, “sai per cosa vengo” era ovvio che lo sapesse, “so da dove vieni, prima che ti chiamassi Kylo Ren” affermò lui, “la mappa per Skywalker, sappiamo che l’hai tu e ora dovrai consegnarla al primo ordine”, speravo solo che non l’avesse già consegnata al nemico, “il primo ordine è figlio del lato oscuro, tu no” insisteva quel vecchio rimbambito, “ti mostrerò il lato oscuro”, stavo iniziando a stancarmi, “puoi provare, ma non puoi negare la verità e la tua famiglia”, pensai che era ora di farla finita ed esclamai ironicamente “quanto è vero” e lo decapitai con la mia lightsaber; immediatamente vidi sulla mia destra un tizio che provò a colpirmi con un colpo di quel suo ridicolo blaster, ma cosa pensava di fare? Non aveva la minima idea di chi fossi? Bloccai a mezz’aria il colpo e mi avvicinai a lui, “chi parla prima, prima tu, prima io?”, mi stai prendendo in giro per caso? Che insolenza… comunque percepivo qualcosa, il vecchio aveva dato a lui quella mappa, ne ero certo, “portatelo dentro” dissi ai miei uomini prima che si avvicinò a me Phasma domandando cosa fare degli uomini del villaggio, “uccideteli” risposi seccamente, una volta dato l’ordine, gli assaltatori sparavano agli innocenti senza pietà, tutti tranne uno, ma non mi interessava sul momento, avevo cose più importanti a cui pensare. Successivamente tornai al mio shuttle per portare il nostro prigioniero sul Finalizer, era tempo di sapere di più su questa mappa.

IL PILOTA E IL TRADITORE

Entrai a far visita al nostro prigioniero, mi era stato riferito che fosse il miglior pilota della resistenza, per me invece era solo uno sciocco, non è nemmeno riuscito a scappare da Jakku a causa di quell’ammasso di stupidi assaltatori, non benissimo per un pezzo grosso della resistenza. “Comodo?” gli chiesi ironicamente, “Beh, mica tanto” rispose l’uomo, però non ero là per una conversazione amichevole, mi servivano informazioni e alla svelta, dunque continuai con il mio interrogatorio, “sono colpito, dopotutto nessuno è riuscito a tirarti fuori, che ne hai fatto della mappa?”. “Dovreste rivedere le vostre tecniche”, già ne avevo abbastanza di quell’essere arrogante e dunque dovetti insistere con le cattive, “DOVE è “ dissi mentre usavo le mie abilità e il mio potere nella forza per estrapolare la verità, stava per cedere, lo sentivo, poi lui disse:”la resistenza non si farà intimorire da te”, ora basta, era finito il tempo di giocare, bisognava scoprire dove quel tizio avesse nascosto la mappa e, bene, fu più facile del previsto, entrai nella sua testa, vidi un piccolo droide bianco e arancione, il pilota era molto affezionato a lui, ecco ora San Tekka, i due stavano parlando quando proprio il droide fece irruzione nella loro tenda per avvertirli del nostro arrivo, dunque cercò di scappare, ma fortunatamente i nostri assaltatori danneggiarono il suo X-Wing, impedendo la sua fuga, ecco dunque che si mise a parlare con il droide ed eccola lì, LA MAPPA, finalmente sapevo la verità, il droide non poteva in alcun modo lasciare Jakku, era il tempo di agire. Uscii dalla stanza, andai incontro al generale Hux e gli comunicai quanto scoperto, dovevamo trovare quell’unità bb a tutti i costi, era troppo preziosa ed importante per lasciarla nelle mani delle ripugnante resistenza. “Se è su Jakku non ci scapperà” rispose il generale, lo speravo, non mi è mai andato a genio quel dannato essere con i capelli rossi, se avesse fallito le conseguenze sarebbero state disastrose per lui, tuttavia era un ottimo generale, quindi in ogni caso poteva sempre tornare utile in qualche modo. Dunque mandammo una squadra per recuperare quel droide, ero molto fiducioso per la riuscita della missione. Poco dopo tornai nella mia cabina, era stata una giornata impegnativa, a fatica mi tolsi quella mia pesante maschera, mi specchiai e vidi un ragazzo ancora debole, che dovrebbe fare di più, riuscivo ancora a percepire la presenza di quello sciocco ragazzino di nome Ben, corrotto dagli ideali della nuova repubblica, ma quel ragazzo non esisteva più, per quanto mi riguardasse era morto e sepolto, decisi di adagiarmi sul letto, avevo bisogno di un po’ di riposo, mi attendeva una nuova giornata pesante. Al mio risveglio accadde qualcosa di inaspettato, percepivo un clima di ansia e di forte preoccupazione nei miei uomini e sentii anche una forte esplosione nel settore dove erano situati i nostri caccia, andai dunque dal generale e gli chiesi:”Generale Hux, che diamine sta succedendo?”. “Il prigioniero è riuscito a scappare”, la notizia mi fece alterare, ormai sapevamo dove si trovasse la mappa, ma il pilota poteva ancora tornarci utile in qualche modo, si trattava di un membro importante della resistenza, mia madre avrebbe pagato tantissimo per un suo riscatto, ma pazienza, ci toccherà farlo fuori. “C’è di più”, aggiunse Hux, “il pilota della resistenza è stato aiutato da uno dei nostri, stiamo indagando sul possibile colpevole”, fantastico… avevo sempre sostenuto che i nostri assaltatori fossero dei buoni a nulla e quel giorno ebbi l’ennesima conferma, chi mai avrebbe potuto fare un affronto del genere al Primo Ordine? Ah, ma certo, era così scontato:”è quello del villaggio, FN-2187”, già, quello sporco traditore che aveva disobbedito all’ordine di Phasma su Jakku, “Abbattete quel caccia, non devono arrivare vivi su Jakku” fu la mia ultima esclamazione. Il pilota se la cavava davvero molto bene, era abile, il caccia nelle sue mani scattava come un fulmine, tuttavia non sarebbe mai potuto arrivare su Jakku, aveva addosso tutta la potenza dello Star Destroyer Finalizer, non poteva di certo farla franca, infatti fu abbattuto dai nostri cannoni ventrali, li ho sempre trovati fenomenali, non per niente erano alimentati da cristalli kyber; vidi il caccia schiantarsi sul pianeta sabbioso, bene, così sarebbe stato più semplice catturare quel maledetto droide.

UNA MISTERIOSA RAGAZZA

Era tempo di fare una chiacchierata con il generale, quanto accaduto non avrebbe mai dovuto verificarsi, è stata una mancanza grave da parte delle nostre forze. Ecco appunto Hux, che mi si avvicinò con passo svelto e turbato:”Il leader supremo Snoke è stato esplicito, catturare il droide se possiamo, distruggerlo se dobbiamo”, non ero molto d’accordo, il droide era fondamentale, “sono capaci i suoi soldati, generale?” domandai, “non le permetto di discutere i miei metodi, signore” rispose lui con tono infastidito, adoravo farlo sentire incapace e mettere in discussione le sue competenze, “di certo sono molto abili nell’alto tradimento, secondo me il leader supremo dovrebbe considerare di sperimentare un esercito di cloni, sarebbero molto più facili da addestrare e sicuramente sarebbero più leali degli attuali uomini” continuai io, “ma come si permette? I miei uomini sono ben addestrati, programmati dalla nascita!” Hux era sempre più infastidito, “bene, dunque non avranno problemi a catturare quel droide… INTATTO”, era importante non distruggere o anche solo danneggiare quell’unità bb, ma Hux inisteva:”Attento Ren, che i suoi personali interessi non interferiscano con quelli del leader Snoke”, ora basta, dovevo mettere le cose in chiaro:”io VOGLIO quella mappa, per il suo bene generale, le consiglio di trovarla, questo è tutto, attendo notizie positive”. Skywalker… che gran codardo che è stato mio zio, se davvero era tanto potente perché è fuggito? Perché non ci ha affrontati? Una volta recuperata la mappa finalmente avrei avuto l’occasione di confrontarmi con il mio vecchio maestro, finalmente avrei avuto l’occasione di dimostrare a tutti la debolezza dei jedi e speravo dal profondo del mio cuore che quel giorno si potesse verificare presto, ecco che arrivò l’ufficiale Mitaka, con buone notizie speravo… “Signore, non siamo riusciti ad acquisire il droide su Jakku, è scampato alla cattura a bordo di un mercantile corelliano YT rubato” affermò lui, era percepibile la paura nella sua voce, iniziai subito ad arrabbiarmi e chiesi in maniera sarcastica:”Il droide ha rubato un mercantile?”, lui rispose:”Non proprio signore… è stato aiutato, non è ancora confermato, ma pensiamo che FN-2187 l’abbia aiutato a fug…”, non fece in tempo a finire la frase, ero talmente adirato che tirai fuori la mia lightsaber e iniziai a distruggere tutti i monitor e i display che avevo davanti, ma dovevo contenermi, non volevo mostrare ad un ufficiale queste mie debolezze, “c’è altro?” chiesi mentre cercavo di placare la mia ira, “i… i… due er…erano accompagnati da una ragazza signore” rispose Mitaka, non era possibile, trovavo insopportabile l’incompetenza dei miei uomini, un assaltatore imbranato, una ragazza di un pianeta sconosciuto e uno stupido droide potevano fuggire al PRIMO ORDINE? Era una cosa inaccetabile, con la forza attirai l’ufficiale e lo strangolai in modo vigoroso, “QUALE RAGAZZA?” domandai infuriato, “non lo sappiamo, è una perfetta sconosciuta, si sa pochissimo di lei, abbiamo chiesto ad Unkar Platt e ha detto che è stata abbandonata su Jakku quando aveva cinque anni e per vivere gli vende dei rottami, non si sa altro, la prego mi lasci andare, sto per soffocare”, lasciai la presa e quel codardo scappò con la coda fra le gambe. Una ragazza, perché una sconosciuta è riuscita a sfuggire ai nostri uomini? Chi era? Da dove veniva? Mi servivano risposte e all’improvviso sentii qualcosa, come un risveglio nella forza, potrebbe essere legato a questa ragazza, ma ancor peggio in quell’istante avvertii la presenza di un uomo che non sentivo da tempo, mio padre… Com’era possibile che mio padre fosse entrato in contatto con quella ragazza? Non possono essere solo coincidenze, e se… LA FORZA, doveva essere così, la forza ha guidato quella ragazza da mio padre, voleva che ci fosse quell’incontro, non c’era altra spiegazione, dovevo assolutamente trovare quella ragazza. Proprio in quel momento arrivò Armitage Hux e mi disse:”Ren, preparati, il leader supremo Snoke ci ha convocati, vuole parlarci…”

IL RICHIAMO DELLA LUCE

Era lì, immenso, era soltanto un ologramma ma incuteva comunque timore, il leader supremo aveva chiesto la nostra presenza, voleva sicuramente parlare di qualcosa di importante, non ci convocava da tantissimo tempo ormai, doveva essere qualcosa legato alla ragazza, già ancora lei! Il silenzio iniziale fu interrotto dal leader supremo:”Il droide verrà presto consegnato alla resistenza, guidandoli così dall’ultimo jedi rimasto, se skywalker tornasse, allora i jedi risorgerebbero”, Hux provò a caricarsi tutte le responsabilità dell’accaduto, ma fu interrotto dal leader supremo che urlò:”GENERALE!”, tutto a un tratto Hux impallidì, non lo avevo mai visto con quella espressione, “la strategia ora deve cambiare” continuò Snoke e Hux prese dunque la parola:”L’arma è pronta, ritengo sia arrivato il momento di usarla”, COSA? La base Starkiller era operativa? Per quale motivo il generale me l’ha voluto tenere nascosto? Voleva forse mettersi in evidenza davanti al nostro leader e stupirci? Intanto riprese il suo discorso:”distruggeremo il governo che sostiene la resistenza, la repubblica” affermò quest’ultima parola con un tono di disgusto, “senza i suoi amici a proteggerla la resistenza sarà vulnerabile e noi li fermeremo prima che arrivino a Skywalker”. “Va, sovrintendi i preparativi” affermò il leader supremo, “sì, leader supremo” concluse Hux, che poi mi lanciò uno sguardo di sfida e si congedò. A quel punto Snoke proseguì:”C’è stato un risveglio, l’hai percepito?”, ovviamente sì, l’avevo percepito eccome, “e c’è di più, il droide che cerchiamo è a bordo del Millennium Falcon, nelle mani di tuo padre… HAN SOLO”, allora avevo ragione, era proprio mio padre che avevo percepito, ma lui per me non significava più nulla, allora Snoke disse:”Perfino tu, maestro dei cavalieri di Ren, mai hai affrontato una tale prova”, risposi dunque:”Per grazia del tuo addestramento io non verrò sedotto”, il leader supremo non sembrava particolarmente convinto e prima che il suo gigante ologramma sparisse affermò con tono pensieroso:”Lo vedremo, LO VEDREMO”. Il confronto con il leader supremo fu assolutamente importante, il sistema di Hosnian stava per essere distrutto, la nuova repubblica sarebbe stata schiacciata dalla potenza del Primo Ordine e di quella nuova arma distruttiva, tutti gli amici di mia madre e di mio padre stavano per essere annientati, oh diamine, ma perché pensavo queste cose? Io ero Kylo Ren, maestro dei cavalieri di Ren, non potevo cadere in queste mie debolezze; tirai fuori la maschera di mio nonno, tutta bruciacchiata, rappresentava tutto quello che avevo di lui, il grande Darth Vader, lui era l’unico che potesse davvero aiutarmi a decidere, se solo fossi riuscito in qualche modo a entrare in contatto con lui, dovevo scoprire la verità, eri una feroce macchina, non più un uomo, i miei genitori dicevano che ti sei redento, ma io non ci credevo, aveva ragione il leader supremo, non eri mai caduto in tentazione ed eri stato sconfitto solo per la rabbia di tuo figlio e per la tua ormai veneranda età. “Perdonami, lo sento di nuovo, il richiamo della luce, il leader supremo l’ha percepito, aiutami nonno e io finirò ciò che tu hai iniziato” Rimasi lì a meditare e mi si infilarono numerose immagini del mio passato nella testa, ero ancora un allievo di Skywalker, mi stavo allenando nell’uso della forza e lui mi parlava di come non bisognasse mai cedere al lato oscuro, disse che aveva visto l’oscurità in me e che voleva farmi capire tutto il male che ci fosse nei miei pensieri, ma ormai era troppo tardi, finsi di ascoltare quello che mi disse lo zio Luke, ma in realtà il leader supremo mi aveva persuaso, era questo quello che volevo, io ero l’oscurità, non volevo essere debole come Skywalker, Han Solo e gli altri apprendisti jedi, no, io ero molto più di loro, non potevo sprecare le mie capacità e le mie conoscenze per la loro ridicola causa, assolutamente no, io ambivo a di più, io volevo mostrare alla galassia la mia potenza e volevo farmi temere e rispettare da tutto, era proprio questo che il leader Snoke vide in me, le mie potenzialità non potevano essere sprecate, così marciai contro il tempio, insieme ai miei nuovi compagni e distruggemmo quei deboli apprendisti, mentre Skywalker disperato osservava e stava lì inerme, a non fare nulla. All’improvviso mi svegliai, ero entrato in una specie di coma, ma rivivendo il mjo passato avevo finalmente scoperto chi ero, ero KYLO REN ed ero un tutt’uno con il lato oscuro della forza, Ben Solo era morto.

ATTACCO AL CASTELLO

All’improvviso arrivò un’ottima notizia, una nostra spia che stava sul pianeta Takodana aveva avvistato il droide e i fuggitivi presso il castello di Maz Kanata, un abbeveratoio che esiste da più di mille anni ormai; Maz era una grande amica di Han Solo, era logico che mio padre sarebbe andato da lei in cerca di aiuto e infatti andò proprio in questa maniera; nessuna notizia poteva rendermi più felice al momento, radunai un buon numero di assaltatori e mi diressi verso il mio shuttle, ma tutto a un tratto si fermò tutto… Ero appena uscito dalla mia cabina quando lo vidi, un raggio rosso luminoso che attraversava la galassia, ovviamente proveniva dalla base Starkiller e dopo esser passato davanti allo Star Destroyer Finalizer si ramificò in più raggi, che andarono a spazzar via l’intero sistema di Hosnian, la nuova repubblica era stata appena distrutta. Ci fu una grande esultanza al bordo del Finalizer, la nuova repubblica andava annientata e così è stato, nonostante tutto però bisognava andarci piano con i festeggiamenti, il nemico ancora non era stato annientato e il droide, anche se eravamo a conoscenza della sua posizione, era ancora in giro per la galassia, la vittoria era ancora molto lontana, bisognava darsi una mossa, partii dunque per Takodana insieme ai miei uomini. Una volta arrivato su Takodana ordinai ai miei assaltatori di cercare il droide, ma non era all’interno del castello, con la violenza ottenemmo un po’ di informazioni e scoprimmo che la ragazza era fuggita nel bosco, mandai dunque degli uomini a perlustrare la zona. “Signore, abbiamo avvistato il droide e la ragazza”, non potevo udire parole migliori, decisi di andare personalmente a prendermi quello stupido droide e dunque mi addentrai nella foresta; non sapevo dove fosse esattamente la ragazza, però riuscivo a percepire la sua paura, seguii dunque quella scia e finalmente la trovai, mi puntò terrorizzata la pistola e sparò un paio di colpi che ovviamente respinsi con estrema facilità, lei continuò a scappare, ma non aveva scampo, continuava a sparare, fino a quando non decisi di bloccarle il braccio e il resto del corpo, impedendole così di muoversi. “La ragazza di cui si parla tanto” esordii, lei non rispose, era completamente consumata dal terrore, non ottenendo alcuna risposta cercai con lo sguardo il maledetto droide, ma la ragazza probabilmente l’aveva lasciato fuggire, mossa saggia; non mi rimaneva altro che ottenere dalla ragazza le informazioni di cui avevo bisogno e così provai a entrare nella sua testa, non trovando dinanzi a me una forte resistenza cercai di andare più in fondo possibile, fin quando non la vidi: un’isola in mezzo all’oceano, aveva visto la mappa, quello era sicuramente il luogo del nascondiglio di Skywalker, perfetto, non mi serviva altro, così la ipnotizzai con la forza, “lasciate perdere il droide, abbiamo già tutto quello che ci serve” ordinai ai miei uomini, “signore, è arrivata la resistenza” disse un assaltatore, dunque risposi:”ritiriamoci, non abbiamo gli uomini o le navi per poter sostenere una battaglia contro le forze della resistenza, torniamo alla base Starkiller”. Tornai verso la mia nave, non fui molto attento alla battaglia ancora in corso, però vidi il castello di Kanata completamente distrutto e molti dei miei uomini morti, ma erano fatti assolutamente secondari, avevamo trovato la chiave per arrivare a Skywalker, questo importava; partii dunque alla volta della Starkiller, dove avrei cercato di ottenere ancora più informazioni sulla mappa segreta…

L’INTERROGATORIO

La ragazza era seduta davanti a me, incatenata come si deve, non mi ero ancora accorto di quanto fosse carina, ma non era di certo quello a cui dovevo pensare in quel momento. Finalmente si svegliò dal suo lungo sonno, completamente spaesata domandò:”Dove mi trovo?”, “sei mia ospite” le risposi, “dove sono gli altri?” chiese ancora, dunque le risposi per quanto ne sapessi:”Intendi i traditori, assassini e ladri che tu chiami amici? Ti farà piacere sapere che non ne ho la minima idea”, lei continuò a guardarmi in maniera aggressiva, come se volesse alzarsi e spezzarmi il collo da un momento all’altro, ma sfortunatamente era imprigionata, dunque sarebbe stato meglio per lei contenere i suoi istinti omicidi, affermai dunque che avevo intuito la sua volontà di farmi fuori, nonostante non ne avesse le capacità e lei esclamò:”Capita quando ti dà la caccia una creatura con la maschera”, non me l’aspettavo onestamente, probabilmente l’unico modo per mandare avanti la conversazione sarebbe stato quello di togliermi la maschera, dunque feci così e riposi il mio bell’elmo sopra le ceneri dei miei cari compagni jedi, inizialmente rimase colpita, non so cosa stesse pensando in quel momento, ma non mi importava, dunque le chiesi di dirmi tutto ciò che sapesse del droide, la mappa che avevo visto nella sua mente era incompleta, sicuramente il droide teneva il pezzo restante in un altro scomparto, ma ero sicuro che l’avesse fatto vedere alla ragazza; siccome non voleva collaborare, mi toccò un’altra volta ricorrere alle maniere forti, rientrai nella sua testa, vidi un’altra volta l’isola, completamente sperduta in mezzo all’oceano, ma dove? DOVE? In quale sistema si trovava? Vidi una bambina, era la ragazza da piccola, era così sola, di notte non riusciva a dormire, aveva paura del buio e faceva spesso brutti sogni, poi le immagini cambiarono, vidi Han Solo, probabilmente lei vedeva in quel vecchio il padre che non ha mai avuto, beh inutile dire che sarebbe rimasta molto delusa nell’avere un padre del genere, “STA FUORI DALLA MIA TESTA”, all’improvviso la ragazza oppose resistenza e per un attimo mi cacciò fuori dai suoi pensieri, rimasi molto colpito dalla forza di quella ragazza, aveva un qualcosa di speciale, ma non dovevo farmi intimorire, avevo un disperato bisogno di quelle informazioni. Riprovai dunque nel mio intento, lei continuava a opporre resistenza e a dire “io non ti darò NIENTE”, aveva paura, riuscivo a percepirlo, ma non riuscivo più a vedere niente, lei con il passare del tempo si faceva sempre più potente, com’era possibile che quella stupida mercante di rottami fosse così potente nell’uso della forza? “Tu, tu hai paura, di non diventare mai forte quanto Darth Vader!” disse lei in tono rabbioso, rimasi allibito, era riuscita a entrare nei miei pensieri, a scavare nelle mie più profonde, com’era possibile? CHI ERA QUESTA RAGAZZA? Andai a parlare con il leader Snoke, mi sentivo umiliato, ma non avevo altra scelta, una volta raccontato quanto accaduto il leader esclamò adirato:”La mercante di rottami TI HA RESISTITO???!!!”, non l’avevo mai visto così infuriato, provai dunque a giustificarmi:”è potente nella forza! Non addestrata, ma forte e non sa quanto”, non voleva nemmeno ascoltarmi, così chiese:”e il droide?”, come potevo dirgli di averlo lasciato andare? “Ren pensa che non abbia più alcun valore per noi, che la ragazza sia ciò che ci serve, il risultato è che il droide sarà tornato nelle mani del nemico e con lui anche la mappa forse”, mi girai, era arrivato il generale Hux, come se non fosse già vergognosa la mia situazione… “La resistenza va distrutta prima che raggiunga Skywalker” disse Snoke, “li abbiamo localizzati, tracciando la loro nave da ricognizione fino al sistema di Ileenium” affermò Hux, “bene, allora li schiacceremo una volta per tutte, PREPARATE L’ARMA” disse Snoke, congedando il generale, nel frattempo affermai:”Leader supremo, otterrò la mappa dalla ragazza, chiedo solo la tua guida”, la risposta del leader supremo mi spiazzò:”se davvero è potente come dici tu, PORTALA DA ME”. Stavolta non potevo fallire, il leader supremo mi aveva già perdonato troppi errori, dovevo dimostrare il mio reale valore; arrivai dunque nella cabina dove era situata la ragazza, ma ci fu una sorpresa inaspettata, era vuota…

L’ARRIVO DELLA RESISTENZA

Scomparsa, non c’erano più tracce della ragazza, non riuscivo a crederci, ero un tutt’uno di rabbia e desolazione, non era possibile che quell’incapace assaltatore che faceva da guardia l’avesse lasciata fuggire, sapevo che avrei dovuto mettere più protezione, sono stato uno sciocco, nel frattempo stavo distruggendo tutto quello che mi passasse davanti agli occhi, ero furibondo e incredulo, ma non dovevo perdere la testa, la ragazza non poteva essere già uscita dalla base Starkiller. Camminai con passo svelto, vidi delle guardie e allora ordinai a quegli imbranati:”Sta iniziando a testare i suoi poteri, più tempo passa e più pericolosa diventa, chiudete l’hangar principale, sicuramente proverà a rubare una nave per fug…”.

HAN SOLO

Di nuovo lui, avvertii la sua presenza, come aveva fatto a superare i nostri scudi? Non dovevo permettere a quell’essere di entrare nella base, dunque mi incamminai insieme a due snowtrooper in cerca della sua nave. Ero dinanzi al Millennium Falcon, non lo vedevo da svariati anni, ma non mi sembrava il momento adatto per questi sentimentalismi, dunque entrai, perlustrai tutte le cabine, ma niente, era ormai troppo tardi, Han Solo era sopravvissuto all’atterraggio a velocità luce e ora è dentro la nostra base… Non rimaneva altro che tornare dentro alla base, chiesi alle guardie se avessero avuto notizie della ragazza, ovviamente la risposta fu negativa, ma l’informazione che mi diedero successivamente fu ancora peggiore: in qualche modo quei delinquenti erano riusciti a disattivare gli scudi e dal nulla spuntarono decine di caccia della resistenza, questo davvero non ci voleva. “Capitano Phasma, mi riceve?”, non ottenni nessuna risposta, dove si era cacciata quella buona a nulla? Continuai la mia estenuante ricerca dei fuggitivi, ma niente da fare, riuscivo a percepire la presenza di Han Solo, ma non quella della ragazza, probabilmente era riuscita a scappare dalla base ordinai ai miei uomini di dividersi per cercarla; nel frattempo la carica dell’arma procedeva ad una buona velocità, ma non era abbastanza, la resistenza attaccava con tutta la sua artiglieria e continuava a danneggiare la base, che per fortuna però sembrava non subire troppo i danni causati da tutti quei colpi, intanto sempre più caccia TIE venivano schiantati dai loro X-Wing, i quali non erano numerosissimi, però erano pilotati da gente in gamba a quanto pare. Mentre là fuori si svolgeva la battaglia io dovevo portare a termine il mio lavoro, scesi lungo le scale e mi diressi sul ponte che portava a un altro hangar della base, fu allora che iniziai a sentire qualcosa, una presenza sgradita, poi quella presenza fece un passo falso e uscì alla luce, gridando il nome di un uomo defunto da tempo: “BEN”.

IL CONFRONTO

“Han Solo, attendevo questo giorno da molto tempo”, in parte era vero, volevo toglierlo di mezzo una volta per tutte, ma visti i danni che ha causato in questi tempi al Primo Ordine non ero proprio al settimo cielo alla sua vista. “Togliti quella maschera, non ti serve” esclamò mio padre mentre si avvicinava a me sul ponte, “che cosa pensi che vedresti?” chiesi io, lui rispose:”LA FACCIA DI MIO FIGLIO”, bene, lo accontentai, così mi tolsi l’elmo e gli mostrai dopo tanti anni il mio volto, proprio nel momento in cui arrivarono la ragazzina e lo sporco traditore, già FN-2187, speravo di essermi liberato di lui, ma non pensavo che avrebbe causato chissà quali problemi. “Tuo figlio è morto, era debole e sciocco come suo padre, così l’ho eliminato” rivelai ad Han Solo, ma lui replicò:”No, questo è quello che Snoke vuole farti credere, ma non è vero, mio figlio è vivo, ce l’ho qui davanti ai miei occhi”, non ero per nulla d’accordo, così gli dissi:”No, il leader supremo è saggio”, ma lui insisteva, affermava che Snoke mi stesse usando per il mio potere e che una volta ottenuto ciò che volesse mi avrebbe immediatamente schiacciato; in effetti era una prospettiva che non avevo mai considerato prima, se stesse dicendo il vero? Non sapevo che dire, se io mi fossi sbagliato? Se davvero avessi sbagliato le mie scelte? No, era troppo tardi per tornare indietro, ormai avevo deciso chi essere, CHE COSA essere, ma a mio padre non importava, lui voleva solo che tornassi a casa, che tornassi da lui e dalla mamma, per poter tornare a essere una famiglia. Iniziai a piangere, guardai negli occhi mio padre e gli dissi:”Mi sento dilaniato, voglio liberarmi da questa pena, so qual è la cosa giusta da fare, ma non so se ho la forza di farlo, mi aiuterai?”, lui rispose:”Sì, in qualsiasi modo”, feci cadere in terra il mio elmo, non ne avevo più bisogno ormai, tirai fuori la mia lightsaber e la consegnai a mio padre, dopodiché mi avvolse l’oscurità, all’improvviso il sole scomparve e tornarono le tenebre in me, sentii la voce del leader Snoke e quella di Leia Organa, mia madre, nella mia testa, ero confuso, non riuscivo a decidere, stavo sul punto di esplodere, da quella mia scelta dipendevano troppe cose, dovevo scegliere chi essere; per l’ennesima volta guardai mio padre negli occhi, vidi soltanto un uomo che mi aveva abbandonato nel momento del bisogno, io non avevo ancora mollato la presa sull’elsa della spada, dunque presi la mia decisione e la feci finita una volta per tutte, infilzai mio padre. Han Solo non se l’aspettava, pensava davvero di avermi redento, ma era sempre stato sciocco, nonché un pessimo padre; mi accarezzò e mi degnò un ultimo sguardo, prima di cadere nel vuoto. Avevo preso la mia decisione e mi stavo convincendo che fosse la scelta giusta; il flusso dei miei pensieri fu interrotto dall’urlo del mio vecchio amico Chewbecca, che devastato dalla morte di Han sparò un colpo con la sua balestra che si conficcò nel mio fianco, ero stato troppo lento, mi erano mancati i riflessi per poter respingere quel colpo. Subito dopo ci fu una forte esplosione, Chewbe aveva piazzato delle cariche esplosive, dovevo assolutamente fuggire da quel posto, ma prima dovevo chiudere il conto che avevo in sospeso con la ragazza e il traditore.

LE VIE DELLA FORZA

Erano scappati nella foresta; correre nella neve era già difficile di per sé, ma lo era ancora di più con quella dannata ferita, ma non mi importava, dovevo far fuori il traditore e catturare ancora una volta quella ragazzaccia. Entrai nella foresta e li vidi, “non abbiamo finito” affermai, la ragazza mi guardò con uno sguardo disgustato e mi disse:”Sei un mostro”, non rimasi per nulla scalfito da quelle parole, eravamo rimasti solo noi in quel momento, Han Solo non poteva più salvarli, quella sciocca ragazza provò a puntarmi contro la sua pistola, ma evidentemente non le era bastata la lezione ricevuta su Takodana, così la schiantai per mezzo della forza contro l’albero dietro di lei, FN-2187 corse subito da lei e la chiamò per nome, si chiamava Rey, non mi diceva nulla questo nome, dunque mi avvicinai al ragazzo urlando:”TRADITORE”, lui si alzò e fece una mossa inaspettata ai miei occhi, sguainò la lightsaber che fu di mio nonno prima e di mio zio poi, rimasi colpito e reclamai quell’arma, mi spettava di diritto! Lui non volle ascoltarmi e fu così sciocco da invitarmi a duellare, non era per niente abile nell’utilizzare quell’arma, si limitava a parare i colpi e poco più, avrei potuto chiudere subito la pratica, ma mi serviva tempo per ricaricare le energie, feci dunque l’errore di abbassare la guardia e FN-2187 mi colpì alla spalla, non potevo accettare il fatto di essere stato ferito da un dilettante, così la feci finita una volta per tutte, la spada volò lontano e io feci una ferita profonda lungo tutta la schiena di quel traditore. Nonostante fosse stato un duello semplice ero davvero a corto di energie, con quel poco di forza che mi rimaneva provai ad attirare a me la spada che era rimasta incastrata nella neve, ma essa fece resistenza, dopo un po’ la spada uscì dalla neve, ma mi oltrepassò e finì nelle mani di Rey, già, la ragazza era in piedi e aveva appena dimostrato ancora una volta un’incredibile potere nella forza, non riuscii a non dimostrare il mio stupore, ma avevo una missione da portare a termine, iniziò il nostro duello. La ragazza se la cavava con la spada, non aveva uno stile jedi standard, ma combatteva come se avesse tra le mani una sorta di bastone, comunque riusciva a difendersi molto bene, ma le poche volte che affondava il colpo era abbastanza prevedibile e facile da contenere, presa dal panico iniziò a scappare, tagliò qualche albero per ostacolarmi, fin quando non arrivammo faccia a faccia sull’orlo di un precipizio, nonostante fossi in netto vantaggio stavo per collassare, mi rimanevano poche energie, dovevo terminare quel combattimento, ma non potevo uccidere la ragazza, così dissi:”Ti serve un maestro, ti mostrerei le vie della forza”, quella frase fece scattare qualcosa in lei, chiuse gli occhi, iniziò a meditare, ero sconcertato, non capivo cosa stesse succedendo, ma quando Rey riaprì gli occhi fui sovrastato dalla sua potenza, era come se la forza la stesse guidando, attaccava con una forza sempre maggiore, io provavo a difendermi, ma ero stremato, mi colpii più volte, ma non potevo arrendermi, non potevo essere sconfitto da una stupida mercante di rottami, mi feci forza e mi alzai per contrattaccare, ma lei parò il mio colpo e affondò la mia spada nella neve, successivamente mi colpì al volto. Il dolore era lancinante, ero disteso a terra, si era aperta una voragine tra me e Rey, non riuscivo più a vedere niente, sentivo solo delle forti esplosioni in lontananza, dopo un po’ smisi totalmente di distinguere le varie forme e mi si chiusero gli occhi, divenne tutto buio.

IL RISVEGLIO

All’improvviso mi svegliai, piano piano riuscì a riprendere conoscenza, la vista era tornata, ma non capivo dove mi trovassi; restai ancora un po’ disteso sul letto e dopo qualche minuto entrò nella mia cabina il generale Armitage Hux, gli chiesi dove fossimo, mi rispose dicendomi che fossimo sullo Star Destroyer Finalizer; non avevo ancor ben chiaro cosa era successo durante il combattimento con Rey e dopo che persi i sensi, il generale mi spiegò che la resistenza era riuscita a distruggere la base Starkiller, ma per fortuna Hux mi aveva trovato nella foresta e mi aveva portato in salvo, un nobile gesto da parte sua, inaspettato sicuramente; il generale dopo avermi spiegato il quadro generale della situazione e dopo alcuni minuti di imbarazzante silenzio mi disse:”Preparati Ren, Snoke vuole parlarti, non mi posso di certo perdere quella scena, muoviti” e uscì dalla cabina rivolgendomi un sorrisetto, chissà, magari, in un’altra epoca, in un’altra galassia e in un’altra situazione potevamo essere addirittura amici io e lui, “ma per fortuna non accadrà mai” pensai. Eccomi qua, dinanzi al leader Snoke, come al solito non era presente in carne ed ossa, ma solo tramite un ologramma, che comunque faceva rabbrividire chiunque; aveva un’espressione di delusione mista a collera:”Finalmente ti sei svegliato Kylo Ren, temevo che restassi in coma per sempre”, imbarazzato risposi:”è un piacere rivederti, leader supremo”, “attento a quel che dici Ren, da oggi inizierà una nuova parte del tuo addestramento, se avrai intenzione di seguire i miei insegnamenti potrai diventare l’essere più potente della galassia, ma se per caso vedessi in te anche una minima debolezza sarò costretto ad eliminarti, chiaro?”, il leader Snoke non sembrava voler accettare la mia sconfitta contro Rey e voleva
testare le mie capacità, questa volta non avrei potuto fallire. “Non ti deluderò, non questa volta, sono disposto a seguirti in tutto e per tutto”. “Bene Ren, è quello che avrei voluto sentire, ora va e preparati, partiremo per un lungo viaggio” concluse Snoke guardandomi con aria di sfida, ero pronto a tutto pur di riconquistare la fiducia del leader supremo, così tornai nella mia cabina, dove trovai un pacco che prima non c’era, lo aprii, conteneva un elmo identico a quello che ero solito indossare, ma che era andato distrutto nell’esplosione della base Starkiller; mi misi davanti allo specchio, guardai il mio volto sfigurato, ma non vidi più il solito ragazzo, stavolta vidi un uomo, poi guardai il mio elmo e lo gettai per terra, non ne avevo più bisogno, ormai sapevo chi ero. Ero Kylo Ren, maestro dei cavalieri di Ren ed ero un tutt’uno con il lato oscuro, volevo solo una cosa: distruggere gli ultimi jedi rimasti e nessuno avrebbe potuto ostacolarmi.

CONFRONTO SULLA SUPREMACY

Sicuramente non potevo aspettarmi che il leader supremo mi liquidasse così dopo un fallimento di tale portata. Come mi aspettavo mi convocò sulla sua nave ammiraglia, la Supremacy. Aveva precedentemente convocato anche il generale ma nel momento in cui stavo entrando Snoke lo congedò dicendo: “Proprio alla nostra mercé generale”. Il leader supremo era rimasto deluso della distruzione di un incrociatore durante l’assalto alla fuga da D’Qar della resistenza, ma il generale Hux lo aveva rassicurato che non ci sarebbe stato altro intralcio per la distruzione dei ribelli, ma il leader supremo usava il generale come se fosse soltanto una sua pedina che poteva muoversi a suo piacimento. Quindi mi confidò: “la sua debolezza addebitamente manipolata può rivelarsi uno strumento affilato”. Poi si rivolse a me dicendo “come va la ferita?”. Risposi prontamente dicendo che non era niente. Con molto sarcasmo disse poi “IL POSSENTE KYLO REN” ma proseguì in tono più serio: “quanto ti ho trovato ho visto ciò che un maestro anela vedere. UN POTERE. Grezzo, indomito. E oltre a questo il potenziale della tua stirpe, un nuovo Vader. Ora ho paura di essermi sbagliato”. Non accettai quelle parole, gli feci infatti notare che io gli avevo dato tuttò ciò che potevo, mi ero abbandonato al lato oscuro. La sua risposta secca fu: “togliti quell’affare ridicolo”. Si riferiva al mio elmo che prontamente ho rimosso. Mi guardò con superiorità e disse “si. È così. Hai troppo di tuo padre, sento ancora il suo cuore in te giovane Solo”. Io però gli ho ricordato che sulla Starkiller ho ucciso Han Solo. “Quando è stato il momento non ho esitato”. Lui, non me lo aspettavo, sembrò quasi rimproverare quel gesto. “E guardati adesso. Quel gesto ti ha spaccato l’animo in due. Non avevi equilbrio. Battuto da una ragazza che non aveva mai impugnato una spada laser. HAI FALLITO”. Mi alzai in piedi, non ci stavo alle sue parole, ma mi colpì con dei fulmini della forza. “SKYWALKER è VIVO. Il seme dell’ordine jedi è vivo. E fin quando vivrà la speranza vivrà nella galassia. Speravo tu fossi quello che l’avrebbe stroncata”. Si mise seduto e mi parlò, a me sembrava, con una voce un pelo schifata. “Ahimè non sei vader. Sei solo un ragazzino. Con una maschera”.

INSEGUIMENTO

Presi l’ascensore e mi misi a riflettere sulle parole del mio maestro. Lo avevo veramente deluso tantissimo. Avevo voglia di distruggere qualcosa, ma stando in un ascensore non avevo chissà quali oggetti da rompere. L’unica cosa che avevo era la mia maschera, che Snoke tanto disprezzava. Ripensai così alle sue parole, alle sue espressioni di disgusto nei miei confronti, così diedi un pugno con la maschera in mano alla parete e continuai tre o quattro volte, finché non fu proprio in mille pezzi. La Supremacy però aveva dei dispositivi per tracciare le navi nemiche nell’iperspazio. Così l’inseguimento proseguì e pensai di scendere in campo. Aperte le porte incontrai due ufficiali, un po’ impauriti vedendo la maschera distrutta e urlai “PREPARATE LA MIA NAVE”. Devo dire che fece effetto in loro la paura, perché prepararono la mia nave con effetto immediato. Quindi salii sul mio Tie Silencer e andai verso le navi della resistenza. Avevano però degli scudi alzati, quindi era impossibile colpire da lontano, mi infiltrai dunque appunto dietro gli scudi e mi misi a distruggere qualsiasi cosa mi capitava a tiro. Non me ne sono mai vantato ma ho ereditato da mio padre e da mio nonno una notevole abilità nel pilotare. Il mio flusso di pensieri fu però interrotto da una sensazione di qualcosa di familiare… mamma… Avvertivo la sua presenza nella nave, avevo un tiro diretto e potevo sparare, le mie mani erano sul grilletto, ma sentivo i pensieri di mia madre, ero consapevole che lei avesse ben chiaro che suo figlio Ben fosse lì. Avevo già ucciso papà e il leader supremo aveva percepito che quel gesto mi avesse spaccato l’anima in due. Non ebbi la forza per sparare, ma le mie scorte non erano dello stesso avviso e fecero fuoco. Mia madre era morta, non potevo sopportare questa sensazione. Poco dopo arrivò la comunicazione del generale Hux che diceva che eravamo troppo lontani per essere coperti e dovevamo ripiegare. Avevo tanta frustrazione repressa che senza alcun motivo gli sbottai, ma poi feci ritorno alla Supremacy.

CONNESSIONI

Ero a bordo della Supremacy per farmi medicare la ferita sul volto, che andava molto meglio, ma fui distratto da qualcosa. Avvertivo una presenza e poi la vidi, vidi la ragazza della foresta davanti a me, come se fosse realmente lì. Anche lei però era disorientata e appena mi vide mi sparò un colpo di blaster. Era chiaro che non potesse colpirmi, ma in un certo senso ho sentito quel colpo. Passarono alcuni istanti ma ancora non era tutto ben chiaro. Provai a usare la forza per farle portare Skywalker da me, avvertivo che era sulla sua isola. Come mi aspettavo non ebbe alcun effetto, però notai che la ragazza, che si chiamava Rey, stava facendo un grandissimo sforzo per mantenere questa connessione, non la volevo morta, quindi le dissi: “non farlo, lo sforzo può ucciderti”. Però io vedevo solo la ragazza, le sensazioni che avevo erano però che lei vedesse tutto quello che mi era attorno. Ma avvertii una presenza che non sentivo da tantissimo. “Skywalker”. Non lo vidi ma sapevo che era lì, appena ho sentito la sua presenza però la connessione è svanita, che strano. Continuava l’inseguimento alla nave ribelle, saremmo rimasti a pressarli fin quando sarebbero rimasti senza copertura, era solo questione di tempo. Ancora questa ragazza, la vedevo di nuovo come se fosse al mio fianco, mi chiamò “serpente assassino”. Notai che aveva ancora lo sguardo assassino della foresta, quando mi ha chiamato mostro. Le feci notare questa cosa e lei disse “tu sei un mostro”. Avevo avvertito che Skywalker le avesse raccontato della notte in cui distrussi il suo tempio, ma sentivo che le avesse mentito, quindi prima di questa sua frase le dissi “luke non ti ha raccontato della notte in cui ho il tempio”. Sapevo che lo aveva fatto in realtà ma anche che le aveva mentito, lei disse che sapeva già tutto e io guardai nella sua testa cosa aveva saputo e ironicamente dissi: “ah ah. Sai tutto”. Riprendiamo dalla sua ultima frase in cui ha detto che sì sono un mostro, la guardai provanndo ad incutere più timore che potevo e aggiunsi: “Sì LO SONO”. Si interruppe la connessione ma ci fu una terza volta, la vidi ed esclamai: “perché la forza ci connette?”. Ero nei miei alloggi e mi ero appena lavato, quindi non indossavo alcuna maglietta, lei mi vide e disse: “non hai qualcosa. QUALSIASI COSA da metterti addosso?”. Diceva così, ma avvertivo il suo disagio perché in una vita solitaria come la sua non aveva visto mai un uomo a petto nudo, in realtà non le faceva dispiacere vedermi, lo avvertivo chiaramente. Tornammo a parlare di quella notte al tempio, le dissi come Skywalker avvertiva il potere che era in me, come avverte adesso il suo e ne fu terrorizzato, era nel cuore della notte, avvertivo qualcosa e mi svegliai, vidi Luke pronto a colpire a morte e mi difesi, in seguito feci crollare tutto e aiutato da altri sei allievi distrussi tutto mentre luke era in uno stato di coma. Chiaramente lei non voleva credermi, prima che si interrompesse tutto le dissi: “lascia morire il passato. Uccidilo se necessario, è il solo modo per diventare ciò che devi. L’ultima nostra conversazione avvenne una sera dopo l’addestramento di Rey, in cui lei aveva provato ad addentrarsi nella oscurità, mi parlò di una sorta di specchio misterioso, lei avvertiva qualcosa e chiese “mostrami i miei genitori”. La risposta fu che lei vide se stessa. Non si era mai sentita così sola. Le feci notare: “non sei sola”. La forza doveva connetterci per qualche motivo, non poteva essere un caso. Le tesi la mano e lei allungò il braccio e la sfiorò. Vidi qualcosa su questa ragazza. Ma fummo interrotti dall’arrivo di Skywalker.

SALA DEL TRONO

Sentivo che quella ragazza stesse venendo da me. Non so cosa cercava, forse pateticamente sperava di potermi convertire, ma io volevo proprio che fosse lei a venire dalla mia parte. Non appena arrivò a bordo della supremacy misi in chiaro le cose e la feci ammanettare. La portai dal Leader Supremo. In ascensore mi disse che sentiva come io ripensassi a quello che avevo fatto a mio padre e la cosa mi tormentava, mi disse anche che quando ci siamo toccati ha visto che non mi inginocchierò davanti a snoke, ma mi convertirò. Prima di essere interrorri dal leader supremo le dissi come anche io avevo visto qualcosa, o meglio, qualcuno: i suoi genitori. BEN FATTO MIO GIOVANE E FEDELE APPRENDISTA, LA FEDE IN TE HO RITROVATO. Poi si rivolse a Rey e le disse: “giovane Rey. Benvenuta. Avvicinati”. La ragazza si rifiutò e Snoke disse “quanto vigore. L’oscurità cresce e la luce con essa. Ho avvertito il mio apprendista che quanto avesse aumentato il suo potere nella oscurità, tanto sarebbe cresciuto il suo equivalente nella luce. Skywalker, io pensavo… sbagliando”. Il leader supremo non era uno che ripeteva due volte le cose a chiunque avesse davanti, quindi infastidito disse “avvicinati ho detto” e con la forza se la avvcinò. Lei disse “tu sottavluti skywalker. E ben solo. E me. Questa sarà la tua rovina”. Il leader supremo Snoke rispose “oh… hai visto qualcosa, una debolezza nel mio apprendista, è per questo che sei venuta”. Poi si mise a ridere e continuò “giovane stolta. Io ho connesso le vostre menti. Ho fomentato io il conflitto in Ren, sapevo che non eri così saggia da non abboccare e lui così forte da nascondertelo”. Rimasi colpito da queste affermazioni, non era semplice volontà della forza quindi, era stato lui. Non mi infastidiva il fatto che avesse connesso le nostre menti, ma che pensasse queste cose su di me e dava per scontato che io fossi debole mi irritava e non poco. Snoke torturò la ragazza e capì dove si nascondeva skywalker, il suo obiettivo era trovarlo per ucciderlo e distruggere l’intera isola. Fece vedere alla ragazza come stessimo distruggendo tutti i trasporti della resistenza, d’istinto Rey prese la mia spada e l’accese. Snoke con un tono in crescendo disse “hai ancora un barlume di speranza. HAI LO SPIRITO DI UN VERO JEDI”. Poi portò la ragazza davnti a me e disse sottovoce: “per questo morirai”. Parlò a me direttamente: “mio degno apprendista. Figlio delle tenebre. Diretto erede di Lord Vader. Dove c’era conflitto percepisco decisione. Dove c’era debolezza… VIGORE. Completa il tuo addestramento e ADEMPI IL TUO DESTINO. La mia spada ruotò proprio davanti a me, la raccolsi e dissi “so che devo fare”. Ma non era affatto vero. Non volevo uccidere la ragazza assolutamente, osservai che la famosa spada degli Skywalker era posizionata accanto Snoke e dopo un respiro profondo avevo perfettamente chiaro cosa fare. La ragazza impaurita fece il mio nome e non tardò la replica del leader supremo: “credi di poterlo convertire. Patetica ragazzina. IO NON POSSO ESSERE TRADITO. Non posso essere vinto. Io vedo nella sua mente. Io vedo ogni suo intento. Lo vedo ruotare la spada laser per colpire a morte. E ora. Stupida ragazzina. La accende e UCCIDE IL SUO VERO NEMICO”. Le ultime frasi che aveva detto erano verissime, peccato per lui che la spada che stavo ruotando non era solo la mia, ma anche quella vicino a lui, e l’ho accesa traffigendolo a morte. Le guardie pretoriane di snoke non presero bene la morte del loro leader, così ci attaccarono tutte 8. Avevano delle cose per proteggersi dai colpi di spada laser, ma lo stesso riuscimmo ad ucciderli, fino a quando, dopo essere stato disarmato una guardia mi strangolò, ma fui salvato da Rey che mi lanciò la sua spada per bucargli un occhio. “La flotta, siamo ancora in tempo per salvare la flotta” disse disperata Rey, ma io non volevo ascoltarla, ero troppo impegnato a vedere il cadavere di Snoke diviso in due pezzi, ancora non ci credo di averlo eliminato. “è tempo che ciò che è vecchio muoia. I sith. I jedi. Tutto muoia” esclamai e poi rivolgendomi direttamente a Rey: “Rey, voglio che tu ti unisca a me”. Ma non sembrava intenzionata e mi fece arrabbiare: “no no. TU ANCORA RESISTI. LASCIATI ANDARE”, mi calmai e iniziai a parlare di ciò che avevo visto su di lei e i suoi genitori, le dissi che anche lei dentro di lei sapeva la verità. “Dilla” la invitai e lei: “non erano nessuno”. Vidi che aveva colto il punto e provai a portarla dalla mia parte dicendo: “semplici mercanti di rottami. Ti hanno venduta per comprarsi da bere. Non hai un posto in questa storia. Vieni dal niente. Sei niente. MA NON PER ME”. Le tesi ancora la mano, stava per prenderla ma allungò la mano verso la spada. Ce la stavamo contendendo. Era più potente nella forza dal nostro ultimo incontro, lo percepivo e lo osservavo. Nessuno stava avendo la meglio e la spada esplose in due pezzi. Ma non esplose solo la spada, esplose praticamente tutta la nave, non sapevo cosa stava succedendo ma avevo perso i sensi.

CRAIT

Al mio risveglio vidi davanti a me il generale Hux e ovviamente la prima cosa che ho risposto alla sua richiesta di spiegazioni fu una menzogna: “la ragazza ha ucciso snoke”. Notai che era scappata, probabilmente aveva raggiunto i ribelli. Non volevo perdere tempo e dissi che avremmo dovuto inseguire i ribelli sul pianeta Crait. Hux reagì male: “chi ti credi di essere per comandare il mio esercito. Il leader supremo è morto. Non abbiamo un sovrano…”. Strangolandolo lo interruppi ed eslcamai: “IL LEADER SUPREMO è MORTO”. Lui quasi senza voce rispose: “lunga vita al leader supremo”. Adesso ero io al comando di tutto quanto e nessuno poteva ostacolarmi. Arrivammo sul pianeta Crait, la resistenza si rifugiava dietro una porta, ma noi avevamo un’arma per distruggerla. Tecnologia della morte nera. Ci voleva tempo per caricare l’arma e la resistenza attaccò con degli skim speeder che potevano poco contro i nostri AT-M6. Avvertivo la presenza di quel traditore di fn-2187, quasi riusciva a intralcialci, ma inspiegabilmente un suo alleato lo ha fermato. L’arma è carica e facciamo fuoco sulla porta aprendo un varco. Prima di questo vidi una presenza familiare, il millenium falcon di mio padre, sapevo benissimo che lo stesse pilotando Rey, quindi concentrai su di lei tutto il fuoco e scapparono via. Improvvisamente frenai la nostra avanzata perché… no, non era possibile… skywalker… come poteva essere lì. “Voglio che ogni nostra arma a nostra disposizione spari contro quell’uomo”. E iniziò un bombardamento, volevo assolutamente morto mio zio ed esclamai più volte: “ANCORA. ANCORA”. Forse stavo esagerando infatti Hux disse: “ora basta. ORA BASTA”. Poi si girò verso di me e disse: “pensa di averlo preso?”. Effettivamente era impossibile che con tutto quel fuoco non lo avessimo preso. Eppure… poco dopo la nostra raffica Skywalker era ancora lì perfettamente intatto, come sbeffeggiamento fece finta di togliersi dalla spalla della polvere. Basta. Non ne potevo più di quell’uomo. “Portatemi giù da lui. Coprite la porta e non avanzate finché non ve lo dirò”. Il generale provò a farmi ragionare ma lo stesi con un pugno. Non mi importava della logica, non mi importava di niente, volevo solo ucciderlo. Quindi eccomi lì. Davanti a lui. “Sei tornato per dirmi che mi perdoni? Per salvare la mia anima?”. “No”. Questo lo scambio di battute prima che io attaccassi, ma schivò entrambi i miei affondi. Quindi ci fu una seconda conversazione, stavolta iniziata da lui. “Ti ho fallito Ben. Mi dispiace”. Cosa lo diceva a fare mi chiedevo, così risposi: “CERTO CHE TI DISPIACE. La resistenza è morta. La guerra è finita. E quando ti avrò ucciso avrò ucciso l’ultimo jedi”: Luke sembrava quasi divertito dalle mie parole e rispose: “Incredibile. Ogni parola di ciò che hai detto è sbagliata. La ribellione è rinata oggi. La guerra è appena iniziata. E io non sarò l’ultimo jedi”. Capivo che si stava riferendo a Rey, ma ciò mi fece urtare solo di più: “ucciderò lei. E te. E tutto il resto”. La sua risposta fu: “abbattimi con la tua ira e sarò sempre con te… COME TUO PADRE”. Non doveva nominare quell’uomo e corsi verso di lui colpendolo a morte. Così credevo. Ma girandomi verso di lui non aveva un graffio. Come era possibile l’ho trapassato. E allora ho capito… Mio zio non era veramente là. Era una proiezione. Per avere la prova definitiva sono di nuovo andato verso di lui, ma la mia spada non ha toccato niente. Prima di svanire nel nulla mi disse: “ci vediamo ragazzino”. Ha fatto questo perché la Resistenza potesse scappare. Cosa che ha fatto. Il loro nascondiglio era stato completamente evacuato. Trovai i dadi del millenium falcon ma erano anche loro una proiezione. Rivedo ancora Rey, ma mi chiude la porta in faccia. Ho l’impressione che sarà per sempre. La Resistenza o quel che ne rimane scappa. Intanto avverto che lo sforzo che mio zio ha fatto per proiettarsi dall’altra parte dalla galassia l’ha pagato a caro prezzo. Luke Skywalker è morto. Ma nella sua anima c’erano solo pace e determinazione.

POST CRAIT

Non mi reputo una persona stupida, so perfettamente che il mio fallimento su Crait non sarebbe passato inosservato tra la indifferenza generale. So che molti ufficiali avrebbero voluto parlare, ma hanno avuto paura di me, sia del mio potere che del mio ruolo di nuovo leader supremo del primo ordine. Non mi aspettavo però che tutti tacessero e come presagivo il generale Hux mi ha preso da parte dopo una riunione con i grand moff e mi ha detto senza peli sulla lingua: “avete fallito leader supremo. L’odio vi ha accecati e avete preferito combattere un singolo individuo piuttosto che avanzare con tutte le forze militari e concludere la guerra. Una persona che neanche stava lì realmente, un essere così potente come lei avrebbe dovuto percepirlo almeno una volta affrontato faccia a faccia, non quando ormai era tardi e i membri della resistenza erano scappati”. Risposi a tono chiaramente, non potevo abbozzare in questo modo: “non serve sicuramente lei per farmi capire che ho fallito. Lo capisco perfettamente da solo. Ora smetta di farmi la predica e torni a svolgere il suo lavoro. Non mi sembra che possiate parlare dopo che vi siete lasciati sfuggire un incrociatore che non faceva altro che andare dritto. E avete lasciato che la nostra ammiraglia venisse distrutta dopo che avete reputato quella nave senza passeggeri. Rifletta su questo e se me lo riesce a giustificare torni da me e parliamone. Non si permetta mai più di discutere i miei metodi e parlare con sufficienza delle mie abilità generale. Voi non conoscete il vero potere del lato oscuro della forza”. Ovviamente mentre dicevo questo non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di strozzarlo con la forza come mi piaceva tanto. Avevamo da parte un po’ di droidi appartenenti ai tempi dei cloni. Lì utilizzavo per esercitarmi sia con la spada che con l’uso della forza. Ma durante un mio allenamento avvertii una presenza che non credevo avrei più percepito. Mi girai e vidi Rey, davvero fu una sorpresa per me, neanche parlammo, non sapevamo che dirci. Provavo una strana sensazione di piacere a rivederla dopo tanto tempo. Quella ragazza aveva lasciato qualcosa in me. A un certo punto sentii “Rey, andiamo. La sessione di oggi non è terminata”. Quella voce mi era familiare, molto familiare. Era… MIA MADRE. Come sempre io non potevo vedere ciò che circondava Rey, ma potevo sentire le presenze altrui, specialmente esseri potenti nella forza, prima mio zio Luke e poi mia madre Leia. Forse ho capito di cosa stavano parlando. Rey stava portando a termine con mia madre l’addestramento che aveva iniziato con Skywalker. Non la vidi più e non capii su che pianeta fossero. Ma il pensiero che Rey fosse viva e mia madre stesse bene mi confortava molto. Potevo tornare al mio allenamento. Non erano il massimo i droidi da battaglia separatisti, ma almeno erano già qualcosa, sicuramente meglio che starsene con le mani in mano. Intanto la guerra con la resistenza era solamente congelata, appena possibile le nostre forze avrebbero fatto una nuova offensiva, ma essendo la resistenza ai minimi termini non c’era da preoccuparsi. Stavolta la figura che vidi non era Rey, mentre stavo meditando e appena ho appoggiato la mano sull’elmo di mio nonno mi comparve lo spirito di mio zio Luke. “Ben, cosa stai facendo. Questo non sei tu” mi disse. “Hai ragione. Ben Solo è morto. Questo qui è Kylo Ren”. “Non sei più sotto l’influenza di nessuno, hai ucciso Snoke e neanche sai chi ti trovavi davanti. Rifletti. Nessuno è mai veramente perduto” continuò. “Non mi interessa chi fosse Snoke. L’ho ucciso per prendere il potere. Non sono il ragazzo fragile che tu, Han Solo, Snoke, tutti credono”. Scomparve nel nulla, secondo me aveva ancora da dire, ma io quello che dovevo dirgli l’ho detto. Non tornerò indietro.

I MORTI PARLANO

Sempre mentre stavo meditando e stavo lasciando che la forza mi attraversasse tutto, un ufficiale mi interrompe per dirmi “signore. C’è una comunicazione urgente che lei deve sentire”. Andiamo a sentire di cosa si tratta. Ho un sospetto perché negli ultimi tempi avevo avuto delle visioni oscure ma voglio la certezza che quello che ho visto fosse vero. Proprio come pensavo. Lord Sidious, Palpatine, considerato defunto, non so in che maniera è riuscito a sopravvivere e si nasconde sul pianeta Exegol. La mia intenzione è andare da lui, sentire cosa ha da dirmi e in caso anche eliminarlo una volta per tutte. Ma come arrivare su Exegol, non è presente su nessuna mappa. Ho visto anche questo. Serve un oggetto di natura oscura, un puntatore sith. So anche dove trovarlo, sul pianeta in cui mio nonno aveva una fortezza e fu quasi ucciso dal Jedi Kenobi: Mustafar. Partii alla volta di Mustafar dunque, non mi aspettavo una passeggiata di salute. Sapevo che il puntatore era ben protetto e non sapevo nemmeno dove si potesse trovare. Una volta atterrati sul pianeta fu facile, la forza mi ha guidato direttamente in una foresta, dove degli abitanti del pianeta difendevano qualcosa, così eliminai tutti e presi ciò che stavo cercando. Il puntatore sith che mi condusse direttamente su Exegol. C’era una piattaforma per andare sotto terra. Era un posto oscuro. Il pianeta occulto dei sith lo chiamavano. Sentii una voce, probabilmente era Palpatine e come mi avvicinai gli puntai la mia spada laser contro. Disse: “Snoke ti ha insegnato bene”. La mia risposta fu secca: “ho ucciso Snoke. Ucciderò te”. La risposta mi lasciò perplesso. “Io sono già morto”. Mi chiedevo quindi con cosa stessi parlando. Proseguì: “il lato oscuro è la via per acquisire molte abilità da molti ritenute ingiustamente non naturali”. Giustamente avevo davanti a me il sith più potente di tutti i tempi, non dovevo stupirmi che fosse ancora lì. Parlando ancora di Snoke la sua risposta fu: “Ho creato io Snoke. Ero io ogni voce che hai sentito nella tua testa”. Frase esclamata con tre voci: la sua, quella di Snoke e quella di mio nonno. Vidi anche tutti corpi di Snoke, era vero quindi che non si trattava altro di un fantoccio. Mi era chiaro ora che lui in realtà volesse che lo uccidessi, tutto questo era finalizzato dal principio per questo incontro. Ci spostammo a parlare di Rey e a proposito disse: “la ragazza non è chi tu pensi”. Quindi chiesi: “chi è”. Seguì un silenzio e poi disse: “è mia nipote. Quel debole di suo padre me l’ha tenuta nascosta su Jakku. Trovala e uccidila”. Era anche la mia intenzione trovarla, ma non l’avrei mai uccisa, la volevo al mio fianco e a dirla tutta mi sembrava strano che Palpatine volesse me come nuovo imperatore e non sua nipote, ci credevo poco, ma prima bisognava trovare Rey, so che avrei potuto farla convertire, è nel suo sangue. Provai con il pensiero a connettermi a lei e la vidi addestrarsi, ma come l’ultima volta non interagimmo. Stavolta non ho avvertito la presenza di mia madre, ma ero serenissimo perché sentivo che stesse bene. Fui interrotto però dalla notizia che c’era una spia all’interno del Primo Ordine. Davvero non avevo alcun sospetto, nessuna traccia. Poteva essere chiunque, ne avrei sicuramente parlato al gran Consiglio, perché un tale tradimento non può essere tollerato e tantomeno perdonato. Specialmente in un periodo in cui della resistenza resta poco e niente, a un passo dalla distruzione non bisogna in alcun modo dare a loro speranze. Le ribellioni si fondano sulla speranza. Era una frase che mia madre ripeteva spesso quando ero adolescente, parlando del suo passato quando era ancora principessa e non generale. Quando avevo appena iniziato ad essere un apprendista di suo fratello Luke. Prima di andare a questa riunione ripresi i resti del mio elmo distrutto e lo feci riparare da un bravo fabbro. Non avevo più un capo a dirmi che fosse ridicolo, potevo indossare quello che mi pareva.

GRAN CONSIGLIO

Eccoci finalmente a questa assemblea dei membri più influenti del Primo Ordine per fare un po’ il quadro della situazione. Esordii dicendo “c’è un traditore tra di noi”. Poi fui distratto dai pensieri del generale Hux, mi davano fastidio ma gli dissi con calma: “sento disagio generale. Riguardo il mio aspetto”. Facendo il finto sorpreso mi diede la sua risposta: “dice per la maschera? No, ben fatto”. Una ufficiale donna rispose “a me piace”. Non ero lì per ascoltare queste parole, avevamo cose più importanti da cui parlare come della comparsa di Palpatine. Si stavano mettendo in dubbio le sue potenze, aveva fatto emergere dal nulla tantissimi star destroyer che stavano lì da non so quanto. L’ammiraglio Pride, noto lealista imperiale, affermò: “la flotta sith è un notevole incremento per le nostre risorse”. Un altro ufficiale giustamente chiese: “ma cosa chiede lui a noi?”. Questo era chiaramente da capire, ma me ne sarei occupato personalmente con i miei cavalieri. L’ufficiale che aveva dubbi mise in discussione i miei uomini così si ritrovò attaccato al soffitto. “Preparate gli uomini”, ci dovevamo preparare per una offensiva alla resistenza. Si è vero, non sapevo dove si trovassero, ma ero certissimo che lo avrei scoperto a breve, avevo non so come un presentimento. Tornai nei miei alloggi per unirmi alla forza, stavolta non ero connesso direttamente con Rey, ma meditando riuscivo a vedere sia lei che Leia, naturalmente senza che nemmeno mi percepissero. Rey si scusava perché è stata distratta da qualcosa durante l’addestramento, che se le avesse detto come sembrava la situazione non le avrebbe creduto. Mamma rispose come era solita fare: “non dirmi come sembra. DIMMI COME È”. Rey mentì, non se la sentiva di dire che mi aveva visto, che aveva percepito suo figlio, così disse la prima cosa che le veniva in mente: “sono solo un po’ stanca” e consegnò a mia madre la spada di Luke che era stata riparata, dicendo che l’avrebbe ripresa quando sarebbe stata degna. Mi faceva rabbia che lei avesse quella spada, non era nessuno per averla, era una Palpatine. Io sono uno Skywalker, mi spetta di diritto dalla mia nascita. Provai però a mantenere la calma, era solo una insulsa spada laser, cosa mi importava avevo la mia. Uscii dalle mie stanze, volevo avere chiarezza su quello che stesse succedendo. Chiesi all’ammiraglio Pride: “novità sulla spia ammiraglio?”. Pronta la risposta di Pride: “non è trapelato niente. Non si sa ancora la minima notizia. Siamo in alto mare. Speriamo in una fuga di notizie, ma non siamo ottimisti signore. Proseguiremo con più intensità le nostre ricerche”. Ero molto deluso non solo dai miei uomini di fiducia, quanto da questo disertore. Già fn-2187 era stato un colpo basso, adesso questo. Che rabbia. Spero solo che esca la verità al più presto. Per il bene del mio equipaggio. Un giorno in più passato senza trovare la spia è un giorno in più in cui la resistenza si rinforza, trova alleati e incrementa la propria speranza, quella che va eliminata. Ma non c’era solo quello a cui pensare. C’era anche Palpatine. Non avevo mai visto una flotta così numerosa come quella che lui ha creato non so come. Però era vero, cosa poteva volere da noi in cambio. Perché sbucare dal nulla dopo 30 anni. Un maestro sith subdolo come lui ha sicuramente pensato tutto da anni. Lo chiama “l’ordine finale”. È la sua ultima guerra, l’ultima guerra galattica. Punta a distruggere ogni singola nave della resistenza, della nuova Repubblica, degli alleati o di chi sia. Questa cosa fa spaventare, perché ora ci sta offrendo tutto questo. Ma chi ci garantisce che da un giorno all’altro non ci rivolta tutto contro. Poi c’era la questione di sua nipote, Rey. Cosa voleva da lei, voleva veramente che la uccidessi come mi ha ordinato? Chissà cosa frulla nel suo cervello.

LA RIVELAZIONE A REY

Cerco con tutte le mie forze di trovare Rey e la vedo, su un pianeta a me sconosciuto. Dopo una breve conversazione le strappo il medaglione che ha al collo e lo porto a far esaminare. Scopro così che è possibile anche passarsi oggetti, non solo vedersi. Il ciondolo viene dal pianeta Pasaana ed è lì che sono diretto. Vedo al mio arrivo Rey da sola su un deserto, deve essere familiare per lei. La punto con il mio caccia ma con un salto all’indietro colpisce con la spada laser la nave e la distrugge. Io ne esco illeso. Rey sta cercando di spingere indietro una nave del primo ordine che stava partendo con a bordo un prigioniero, io lo spingo in avanti, come con la spada di Luke c’è equilibrio, ma all’improvviso Rey mi lascia senza parole e distrugge la nave con dei fulmini, allora è vero che è una Palpatine. La ragazza va via, ma non finisce qua. Mentre sono su Kijimi la vedo, ma non capisco dove si trova. Esordisco: “potevi prendere la mia mano, perché non l’hai fatto”. E lei subito: “potevi uccidermi, perché non l’hai fatto”. Mi aspettavo una risposta del genere ma proseguii: “Palpatine ti vuole morta”. Lei non capiva perché ma io ero convinto che lei ricordasse di più di quanto dicesse. Mi attaccò con la spada e io mi difesi. Si era possibile anche duellare in questo modo quindi. Ci furono tanti attacchi e parate da entrambi le parti, fino a quando non colpimmo qualcosa e cadde al mio fianco l’elmo di Vader, avevo capito dove si trovava. Di nuovo attaccò e parai il colpo: “perché Palpatine mi vuole morta”. Ci pensai e risposi: “aspetta vengo a dirtelo”. Il destroyer era proprio sopra il pianeta quindi non ci misi molto a raggiungerla. Le feci notare come mi avevano colpito i suoi fulmini prima, lei anche probabilmente non capiva così le spiegai brevemente: “non hai solo il potere. Hai il SUO potere. I tuoi genitori non erano nessuno PER LORO SCELTA. Mia madre è figlia di Vader. Tuo padre era figlio di Palpatine. Rey, sei sua nipote”. Rey non sapeva se crederci o no ma dentro di sé sapeva che non stavo mentendo. Come feci sulla supremacy dopo aver ucciso Snoke le tesi la mia mano, ma fummo interrotti dall’arrivo del Millennium Falcon. Rey saltò sopra e scapparono via. Un grande peccato, stavolta ero vicino a portarla dalla mia parte, sicuramente vorrà vendetta nei confronti di Palpatine e insieme avremmo potuto distruggerlo. Ognuno per conto proprio è più complicato. Anche se attaccato a mille tubi Palpatine resta un potente signore dei sith, non è facile per nessuno sconfiggerlo tutto da solo.

BEN SOLO

No non era assolutamente finita lì. Potevo ancora portarla dalla mia parte, lo percepivo. Così come sentivo lei e ogni suo passo. Si stava dirigendo verso una luna di Endor. Potevo supporre il perché di tale scelta e ne ebbi la conferma appena arrivato sulla seconda morte nera. Perché recarsi in un posto simile? Che motivi poteva avere. La risposta era abbastanza logica, furono creati due puntatori per Exegol. Uno si trovava su Mustafar, dove l’ho preso. L’altro proprio qui. È difficile raggiungere il relitto per le onde alte ma grazie alla forza riesco a percepire e a raggiungere Rey. Non so perché era a terra, doveva aver avuto una visione, il puntatore rotolò direttamente davanti ai miei piedi e lo raccolsi. Con insistenza Rey mi disse di darlo a lei, ma no. Se doveva andare su Exegol, l’unico modo era con me. Distrussi con una sola mano quel puntatore sith e lei urlò disperata. Quindi mi attaccò con la spada, evitai i colpi e mi buttai giù, aspettandola. Il combattimento continuò sopra i resti della morte nera, tra le onde. È stato un combattimento decisamente intenso, spesso faceva dei grandi salti nascondendosi tra le onde in arrivo. Sentivo la paura che era in lei, non poteva scappare in eterno. Il combattimento continuò e avevo la sensazione di poter vincere, soprattutto quando la atterrai e stavo per colpire, ma mi fermai perché sentii come un eco “Ben… Ben…”. Era la voce di mia madre, che per fare questa cosa percepivo che stava morendo e lasciai andare la spada, che Rey raccolse al volo e mi colpì a morte. Avevo una brutta ferita, ma non so come, in qualche modo, Rey riuscì a trasferire della energia vitale da lei in me, salvandomi. Prima di andarsene mi confessò: “prima io volevo prendere la tua mano”. Lo sapevo, lo avevo sentito. Ma era tardi e rubò la mia nave. A quel punto mi ritrovavo su quel pianeta senza compagni, anzi qualcuno c’era. Mi girai e vidi Han Solo. Chiaramente non poteva essere un fantasma di forza, lui non è mai stato un Jedi, era solo frutto della mia immaginazione. “Tuo figlio è
morto” gli dissi di nuovo. “Kylo Ren è morto. Mio figlio è vivo. Torna a casa” disse papà. E io “è tardi, la mamma è morta”. Papà rispose: “lei forse. Ma gli ideali per cui combatteva no”. Mi stava venendo da piangere, dopo aver ucciso mio padre ho causato anche la morte di mia madre. Ero veramente un mostro. Avevo mille pensieri per la testa: “mi sento dilaniato. So qual è la cosa giusta da fare ma non so se ho la forza di farlo”. E si sapevo benissimo cosa andava fatto, così mi girai e scaraventai nell’oceano la mia spada laser. Mio padre scomparve, ma quella conversazione fu molto produttiva. Kylo Ren era finalmente morto. Ben Solo era appena rinato.

EXEGOL

Rey mi aveva salvato la vita, ancora non riuscivo a crederci. La nostra connessione era talmente forte che sapevo perfettamente dove era diretta, sapevo dove stava Exegol ed era grazie a lei. Per puro caso e fortuna trovai un caccia tie intatto e volai verso Exegol il più veloce che riuscivo. Sentivo la presenza di entrambi e corsi verso di loro. Ma fui intercettato dai miei cavalieri, che sentendosi traditi dal loro maestro mi attaccarono. Io facevo fatica perché avendo gettato la mia spada laser nell’oceano della luna di endor avevo solo un Blaster, che neanche usavo perché respingevo i miei ex compagni con la forza. Ero in difficoltà ma poi vidi qualcosa. Vidi Rey. Le feci un cenno con la testa e mi rispose affermativamente. Palpatine le aveva detto che uccidendolo cedendo al lato oscuro lui si sarebbe trasferito dentro di lei. Non so come. Lei sembrava voler accettare e stava per colpirlo a morte. Ma invece mi ritrovo la sua spada laser in mano. È possibile anche questo con il legame nostro che si è formato. A quel punto fu facile sbarazzarsi dei cavalieri di ren e corsi subito verso Rey. Palpatine anche da mezzo morto era potentissimo nella forza, ci disarmò e ci fece inginocchiare davanti a lui. Capì che il nostro legame è così potente che siamo una sorta di diade nella forza, che l’energia dei due può fare risorgere l’unico vero imperatore. Così iniziò ad assorbire parte della nostra energia vitale. Si. Palpatine ora veramente era tornato. Provai a ostacolarlo ma per lui fu un gioco fermarmi e farmi precipitare. Pensavo di non farcela, ma grazie alla forza ero vivo. Ero ancora connesso con Rey, sentivo tutte le voci dei grandi Jedi del passato, compresa quella di mio nonno Anakin. Le dissero di sorgere e così si alzò in piedi. Palpatine era deluso da sua nipote e la colpì con i fulmini che Rey parò con una spada con difficoltà. Palpatine disse “non sei niente in confronto al potere che è in me. IO SONO TUTTI I SITH”. Rey prima di chiamare a sé la spada di mia madre rispose: “e io sono tutti i Jedi”. Ora con due spade in mano riuscì a respingere i fulmini con forza e per una volta per tutte Palpatine era morto. Rey cadde a terra morta. Io riuscii a risalire e presi il suo corpo tra le mie mani, non poteva essere, non lei, non la mia amata. Come lei aveva curato la mia ferita mortale provai io a fornirle tutte le mie energie vitali per resuscitarla. Ero riuscito nel mio intento. Era lì davanti a me e disse sorridendo: “Ben”. Ci guardammo per alcuni istanti, era bellissima, la baciai prima di crollare esausto a terra. Mi ero unito alla forza. Rey tempo dopo la battaglia di Exegol andò su Tatooine alla fattoria dei Lars, gli zii di Luke, a seppellire le spade di Luke e Leia. Una donna disse a lei: “non si vedeva qualcuno da molto tempo, tu chi sei?”. Rey rispose: “sono Rey”. “Rey chi?”. Rey guardò all’orizzonte dove come fantasmi c’eravamo io, zio Luke e mia madre Leia”. Allora sorrise, e dopo averci pensato bene disse: “Rey Skywalker”.

About Damiano Lollobrigida

Mi chiamo Damiano Lollobrigida, sono nato il 23 Maggio 2000 ed abito a Spinaceto, a Roma Sud. Ho frequentato il liceo scientifico Ettore Majorana per 4 anni. Sono sempre stato un appassionato di guerre stellari, ma il mio amore per la saga è scoppiato definitivamente nel 2015 dopo aver visto Il Risveglio della Forza. In ambito nerd ho scritto articoli per guerrestellari.net, nel restante tempo libero praticavo invece basket, ma essendomi ora fisicamente impossibile ho smesso, ormai definitivamente da gennaio 2019.

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