La sessualità in Star Wars: il nuovo canone e la rottura dei tabù

L’argomento sessuale è sempre stato, in Star Wars, qualcosa di a malapena accennato. Il che è abbastanza strano, se ci si ferma a pensare un momento, per una saga che ha rivoluzionato il ruolo della “principessa”, creato una delle più grandi icone sexy degli anni ‘80 con il Ritorno dello Jedi e che, tendiamo spesso a dimenticarlo, non ha mai disdegnato un’ironia carica di implicazioni (“Comandante il suo braccio non è sufficiente per farmi eccitare”. “Scusa tesoro, ma non c’è tempo per fare qualcos’altro”). Nonostante Star Wars sia in fondo un’epopea familiare e abbia affrontato spesso, nei film come nel vecchio Expanded Universe (ora Legends) argomenti come l’adolescenza e la scoperta di sé, la sfera intima dei personaggi ha subito pochissime intrusioni fino all’acquisto del franchise da parte della Disney.

Da allora, in particolare nei nuovi romanzi ma non solo, abbiamo visto un proliferare di discorsi, scene e approfondimenti sulla sessualità dei personaggi, compreso l’inserimento di relazioni interspecie e omosessuali. Pensate a Sinjir, ex ufficiale e torturatore imperiale della trilogia di Aftermath, apertamente omosessuale e protagonista della prima, seppur velata, scena di sesso gay in Star Wars. O al bacio appassionato che si scambiano la dottoressa Aphra e Magna Tolvan nei fumetti Marvel. Uno dei momenti più indimenticabili di quel piccolo capolavoro che è Lost Stars è proprio la scena d’amore fra Ciena Ree e Thane Kyrell, descritta da Claudia Gray con grande delicatezza e romanticismo.

Insomma, il nuovo canone sembra aver rotto il “tabù”. E così nei fumetti vediamo Lando impegnato in un inganno dei suoi, sdraiato sotto le lenzuola dopo una notte di passione con una Moff imperiale, sedotta per poi venire derubata. E, sempre in Aftermath, Chuck Wendig indugia a più riprese sul lato intimo della relazione, inizialmente soprattutto fisica, fra la cacciatrice di taglie zabrak Jas Emari e il veterano ribelle Jom Barrel. E se le storie d’amore interspecie erano già state sdoganate in The Clone Wars, dove abbiamo visto dei bambini mezzi Twi’lek e mezzi umani, è solo con Rebels e il dolcissimo rapporto tra Hera e Kanan che ne vediamo una diventare davvero centrale.

Un cambiamento di rotta deciso rispetto al passato, dunque. Ma per quanto riguarda i film? Qui, le cose sono rimaste invece piuttosto ancorate alla tradizione, da un lato anche giustamente, sebbene personalmente non ci vedrei niente di male. Certo è che molti hanno notato la grande sensualità trasmessa da Daisy Ridley e Adam Driver in alcune sequenze de Gli Ultimi Jedi, al punto che lo stesso regista Rian Johnson ha parlato di “ciò che di più vicino a una scena di sesso vedremo mai in un film Star Wars” riguardo al momento in cui le dita di Rey e Ben si toccano attraverso la connessione delle loro menti. Che abbia ragione oppure JJ Abrams o qualcun altro in futuro decidano di rompere anche questo tabù non è dato saperlo oggi, ma certo è che l’argomento è stato finalmente sdoganato.

E non senza polemiche. Quando il primo Aftermath fu rilasciato, in molti si chiesero l’utilità di inserire tematiche come l’omosessualità, scatenando un dibattito feroce fra i fan. A mio parere, invece, la scelta non è stata solo giusta, ma quasi necessaria: che senso aveva che in una Galassia come quella di Star Wars non si vedessero coppie di persone dello stesso sesso? E se non ce n’erano, perché? Erano forse discriminate? Mal viste? Wendig, con molta tranquillità e senza farne un tema centrale della sua storia, ce lo ha mostrato. E se è giusto mantenere il rating di prodotti “per bambini” come le serie e i film sul PG-13, non vedo invece nulla di male nell’approfondire, anche in Star Wars, una parte fondamentale dell’esperienza umana come quella sessuale attraverso romanzi “per adulti” del calibro di Lost Stars e Aftermath.

E voi? Che ne pensate? Siete fra quelli che hanno apprezzato questa scelta editoriale di Lucasfilm o preferivate che certi temi fossero tenuti al di fuori di Star Wars?

About Valentino Notari

Sono fan di Star Wars fin da quando avevo 4 anni e mio padre mi fece vedere la Trilogia Classica in VHS. Nel tempo libero faccio cosplay e sono un aspirante scrittore di romanzi fantasy e sci-fi.

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