Leia: eterno amore, eterno rispetto

In occasione della triste ricorrenza della morte di Carrie Fisher, l’eterna Principessa Leia che ci ha lasciato esattamente un anno fa, vi riportiamo un piccolo sfogo da fan arrabbiato. Premettendo che ogni opinione va rispettata, penso che il rispetto vada mostrato anche per il lavoro di chi questa saga che tutti diciamo di amare la crea e la accresce (semicit.), mettendoci tutto se stesso. Che si chiami George Lucas, JJ Abrams o Rian Johnson, nessuno ha il diritto di augurargli la morte o di insultarlo per come ha girato un film. E si, so benissimo che molta gente che ora insulta Johnson e parla di Lucas come Dio sceso in terra lo ha insultato male per la Minaccia Fantasma.

Ma soprattutto, ed è il motivo per cui sto scrivendo questo articolo, il rispetto è dovuto verso chi non c’è più. Ora, io al cinema ho avuto un momento durante il film in cui ho smesso di respirare. Mentre i detriti dell’incrociatore della Resistenza fluttuavano nello spazio assieme al corpo di Leia, io guardavo a bocca aperta, sotto shock, sperando fosse una visione di Kylo o che so io, una premonizione. Hux che parlava col suo sottoposto neanche lo ascoltavo. Perché lei, la mia principessa, non poteva andarsene così, all’improvviso, uccisa da due semplici, maledetti TIE. La vista del suo volto cereo che comincia a congelarsi è stata come una pugnalata nel petto, perché probabilmente è così che appariva Carrie, pallida e rigida, quando il cuore le si è fermato su quel maledetto aereo. E quando la sua mano si è mossa e la Forza, che ha sempre guidato le sue azioni fin da quando salvò suo fratello su Bespin, ha riportato Leia dentro la nave, solo allora mi sono ricordato di respirare: ho tirato il più grande sospiro di sollievo della mia vita per un film. Infine, in quel momento, è accaduto: ho realizzato che Carrie non c’era più. C’è chi ci mette un attimo, chi mesi, per me l’istante è stato quello. Ho pianto come un bambino per lunghi minuti, in silenzio, accompagnato dai suoni di Star Wars e dalla musica di Williams.

Carrie non c’è più e le due ore e mezza degli Ultimi Jedi sono il suo canto del cigno, un canto poetico e meraviglioso che ho custodito nel mio cuore come un tesoro dal 13 Dicembre a oggi.

Ora, vi ho raccontato questo perché vedo davvero troppa gente che scherza e ride su Superman e Mary Poppins, accanendosi su una scena che per carità, può non piacere, ma senza alcun tipo di remora o rispetto non solo per il lavoro di Johnson e della crew, ma per quello di Carrie. Per il lavoro di colei che ha dato volto e anima alla Principessa Leia, che molti qui dicono sia stata la loro prima cotta da ragazzini. Un vero fan di Star Wars che non si sia emozionato a quella scena non lo capisco, ma posso accettarlo. Un fan di Star Wars che manca di rispetto a Carrie Fisher, mi dispiace ma no. Spero che le mie parole vi abbiano fatto riflettere e che ci penserete tre volte prima di postare un altro meme su Superman.

Se non vi è piaciuta la scena, parlatene con rispetto. O tacete e basta, non c’è motivo di esternare su internet ogni pensiero che vi attraversa il cervello.

di Valentino Notari

Valentino Notari

About Valentino Notari

Sono fan di Star Wars fin da quando avevo 4 anni e mio padre mi fece vedere la Trilogia Classica in VHS. Nel tempo libero faccio cosplay e sono un aspirante scrittore di romanzi fantasy e sci-fi.

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