È stata – obiettivamente – la domanda più frequente che i fan di Star Wars si sono posti dopo la visione di Episodio VII: chi è Snoke? O meglio: chi è, da dove arriva, ha qualche legame con i film precedenti?

Le ipotesi e le teorie si sono moltiplicate, da chi vedeva in lui una reincarnazione dell’Imperatore a chi ipotizzava potesse essere il Maestro Sifo-Dyas, chi il Signore Oscuro Darth Plagueis,  cui Ezra Bridger di Star Wars Rebels, chi il Govenatore Tarkin sopravvissuto alla distruzione della Morte Nera (tesi che aveva preso più vigore dopo il “cammeo virtuale” di Tarkin in Rogue One). Infine, qualcuno aveva ipotizzato – data l’altezza e la conformazione del viso, che si trattasse di un essere proveniente dal pianeta di Camino, quello in cui vennero forgiati i primi cloni dell’esercito (poi) imperiale.

Ebbene (spoiler parziale), sappiamo che in Episodio VIII questo dilemma non viene sciolto: l’identità di Snoke rimane un mistero e lui un essere che arriva e va dalla profondità dell’ignoto. Perché questa scelta? Ce la spiega il regista Rian Johnson, che è stato decisamente franco:  “Amo le ipotesi dei fan e non voglio infangarle. Credo che sia una parte importante del fandom di Star Wars e credo anche che sia molto divertente pensare all’origine di un personaggio, ma in realtà il ruolo di Snoke in questo film è molto simile a quello che aveva l’Imperatore nella trilogia originale. Non è importante da dove venga e nemmeno il suo passato. È la persona che sostiene il giovane Kylo Ren e credo che quello che gli accade in questo film sia appropriato”.

E voi che cosa ne pensate? Ha senso inserire un personaggio senza passato e senza futuro? E davvero le cose andranno così come ha detto Johnson? Oppure si tratta solo di un trucco, di un tranello appositamente inserito in questo capitolo, per poi magari riprendere storia e personaggio di Snoke in uno dei prossimi appuntamenti della saga?

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