Snoke ci sarà nel futuro della saga?

È stata – obiettivamente – la domanda più frequente che i fan di Star Wars si sono posti dopo la visione di Episodio VII: chi è Snoke? O meglio: chi è, da dove arriva, ha qualche legame con i film precedenti?

Le ipotesi e le teorie si sono moltiplicate, da chi vedeva in lui una reincarnazione dell’Imperatore a chi ipotizzava potesse essere il Maestro Sifo-Dyas, chi il Signore Oscuro Darth Plagueis,  cui Ezra Bridger di Star Wars Rebels, chi il Govenatore Tarkin sopravvissuto alla distruzione della Morte Nera (tesi che aveva preso più vigore dopo il “cammeo virtuale” di Tarkin in Rogue One). Infine, qualcuno aveva ipotizzato – data l’altezza e la conformazione del viso, che si trattasse di un essere proveniente dal pianeta di Camino, quello in cui vennero forgiati i primi cloni dell’esercito (poi) imperiale.

Ebbene (spoiler parziale), sappiamo che in Episodio VIII questo dilemma non viene sciolto: l’identità di Snoke rimane un mistero e lui un essere che arriva e va dalla profondità dell’ignoto. Perché questa scelta? Ce la spiega il regista Rian Johnson, che è stato decisamente franco:  “Amo le ipotesi dei fan e non voglio infangarle. Credo che sia una parte importante del fandom di Star Wars e credo anche che sia molto divertente pensare all’origine di un personaggio, ma in realtà il ruolo di Snoke in questo film è molto simile a quello che aveva l’Imperatore nella trilogia originale. Non è importante da dove venga e nemmeno il suo passato. È la persona che sostiene il giovane Kylo Ren e credo che quello che gli accade in questo film sia appropriato”.

E voi che cosa ne pensate? Ha senso inserire un personaggio senza passato e senza futuro? E davvero le cose andranno così come ha detto Johnson? Oppure si tratta solo di un trucco, di un tranello appositamente inserito in questo capitolo, per poi magari riprendere storia e personaggio di Snoke in uno dei prossimi appuntamenti della saga?

About Simone Toscano

Credo nei sogni e mi piace raccontare (oltre ai miei) quelli degli altri, sperando di poter aiutare qualcuno a realizzare i propri, grazie all’opportunità offerta dal blog del Tgcom. Sono laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi in Comunicazione politica, e sono diventato professionista dopo aver frequentato la Scuola di Giornalismo Lumsanews, una esperienza unica, come unico e stupendo (e faticoso) è questo lavoro che ho la fortuna di fare in giro per l’Italia. Da circa dieci anni lavoro per il gruppo Mediaset, in cui sono entrato grazie ad uno stage al Tg5. Prima solo per questo telegiornale, poi anche per gli altri del gruppo e per i programmi, ho seguito come inviato alcuni dei più importanti fatti di cronaca nazionale, dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 2009 al naufragio della Costa Concordia. Dall’ottobre 2012 ho fatto parte della squadra dei conduttori della rete all news gratuita del gruppo Mediaset, Tgcom24. Fin dalla prima puntata di messa in onda ho l’orgoglio di essere uno degli inviati della trasmissione Quarto Grado (Rete4), in Italia e all’estero, e ho contribuito con i miei reportage alla riapertura di alcune inchieste giudiziarie, come nel caso dell’omicidio di Valentina Salamone, in un primo momento archiviato come suicidio. Una storia che porto nel cuore come gli sguardi della famiglia di questa sfortunata ragazza. In attesa che Giustizia venga fatta. In passato ho collaborato con RomaUnoTv e con l’inserto culturale de Il Foglio, con la Rai, La7 (Tetris, condotto da Luca Telese) ed Mtv (Pugni in tasca). Ora scrivo anche per Huffington post Italia – come opinionista-blogger – in qualità di “inviato di cronaca di Mediaset”. No, non faccio muovere immobili ma spero di poter contribuire a far muovere qualche sorriso in questo nostro mondo che di sorrisi ne mostra sempre troppo pochi.

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