

La galassia lontana lontana di Star Wars non ha mai temuto di cambiare pelle, attraversare epoche, reinventare il proprio immaginario e sorprendere chi vi abita da fan di vecchia data. Con Star Wars: Unlimited questa tradizione si è trasformata in carta, in sinergie da tavolo, in strategie che richiedono più intuito che Midi-chlorian. Il primo set, Spark of Rebellion, aveva già mostrato le intenzioni di Fantasy Flight Games: costruire un TCG solido, competitivo e rispettoso del lore senza ricorrere ai fotogrammi dei film, ma affidandosi a un’imponente produzione di artwork originali. Adesso quel percorso compie un salto laterale affascinante, perché il 2026 si prepara ad accogliere qualcosa che ha il profumo delle cantine di Tatooine e il rumore sordo dei blaster fuori controllo. A Lawless Time è l’espansione che prende per mano la parte più pericolosa della saga e la porta al centro del tavolo di gioco.
Il richiamo dell’illegalità come atto d’amore verso la saga
Il team di Star Wars: Unlimited, nel presentare il set, ha scelto un tema che da decenni alimenta romanzi, videogiochi, fumetti e fanfiction: il crimine. Non quello romantico da eroe tragico, ma quello vero, sporco, fatto di crediti che spariscono nello scafo di un mercantile, di tradimenti al momento meno opportuno, di incursioni disperate con un’unica speranza: tornare a casa interi.
A Lawless Time raccoglie questa eredità e la trasforma in design. Si parla di rapine audaci, raid che sembrano usciti dalle pagine di Dark Times, fuorilegge che non rendono conto a nessuno e menti criminali provenienti da epoche diverse dell’universo creato da George Lucas. È un tuffo nella parte più imprevedibile della galassia, quella in cui le regole valgono solo fino al prossimo giro di dadi.
E le nuove meccaniche seguono la stessa filosofia: niente è troppo sacro per essere spezzato, neppure ciò che finora definiva la struttura di una carta.
Carte multi-aspetto e un nuovo token: ciò che cambia davvero il gioco
Fantasy Flight Games ha deciso di non limitarsi a espandere il sistema, ma di scuoterlo nelle fondamenta. Nascono così le prime carte multi-aspetto, veri e propri ibridi strategici che combinano due aspetti principali nella stessa carta. La loro presenza impone nuovi criteri di deckbuilding, più rigidi ma anche più ricchi di possibilità tattiche.
Contemporaneamente arriva un nuovo token, il Credit, che non rappresenta una risorsa tradizionale ma un vantaggio “liquido”, spendibile quando serve come una mazzetta infilata sotto il tavolo. È una scelta di design incredibilmente tematica: il denaro, nel sottobosco galattico, non è mai statico ma circola in modi rapidi e pericolosi.
Jabba the Hutt: l’impero criminale si fa leader
Il primo Spotlight Deck della nuova espansione mette al comando uno dei personaggi più emblematici del crimine organizzato: Jabba the Hutt.
La sua identità è chiara: Cunning e Villainy si intrecciano in una filosofia di gioco che ruota attorno ai soldi, ai favori e alla capacità di sacrificare il proprio stesso entourage per ottenere un guadagno immediato. Jabba può generare crediti riportando in mano unità Underworld, trasformando ciò che sembra uno svantaggio in un vantaggio economico.
È un modo raffinato di restituire sul tavolo la logica del crimine organizzato: un pedone sacrificato oggi può essere l’ingranaggio fondamentale domani. E nulla lo dimostra meglio dell’interazione con unità come Salacious Crumb, piccola, irritante e sorprendentemente utile per alimentare il flusso continuo di crediti.
Leia Organa: il volto della ribellione strategica
Il secondo Spotlight Deck sembra nascere da un universo narrativo completamente opposto, eppure risulta perfettamente complementare. Leia Organa, in versione Command e Heroism, è la leader delle sinergie multi-aspetto.
La sua abilità non premia solo la versatilità ma la costruzione di un mazzo capace di funzionare come una struttura ribelle: piccole cellule coordinate, diverse tra loro ma unite nello stesso obiettivo. L’arrivo di unità come Han Solo multi-aspetto, che cresce d’esperienza ad ogni attacco, riscrive le dinamiche del gioco e dà profondità a strategie che richiedono maturazione nel corso della partita.
E poi c’è R2-D2, trattato non come semplice supporto ma come vero motore di ricerca vivente capace di recuperare dalla galassia (o meglio, dal mazzo) l’unità giusta al momento giusto. Un droide che diventa tutor: pura poesia ludica.
Zeb Orellios e la nuova era delle icone multiple
Quando il team ha mostrato Zeb Orellios con ben tre aspetti, i giocatori hanno capito che la rivoluzione non era solo estetica. Tre icone significano una flessibilità enorme ma anche una responsabilità strategica altrettanto grande: inserirlo richiede deckbuilding meticoloso.
Il risultato, però, è spettacolare. Con la guida di Leia, Zeb può diventare un 7/7 in grado di ribaltare una partita in pochi turni. È uno di quei momenti in cui il TCG smette di essere solo una sfida aritmetica e torna ad assomigliare a un episodio animato della saga: imprevedibile, rumoroso, epico.
Un’espansione che parla ai fan storici e ai nuovi giocatori
A Lawless Time non è un set che si accontenta di offrire card pool aggiuntivo. È una dichiarazione d’intenti. Vuole rendere Star Wars: Unlimited un TCG capace di evolversi, di sorprendere e di raccontare storie attraverso le sue stesse meccaniche, proprio come ci si aspetta da un brand che ha sempre insegnato che il gioco è un modo per vivere mondi altrimenti inaccessibili.
Fantasy Flight Games continua così una traiettoria chiara: unire tradizione e innovazione, fedeltà al mito e desiderio di sperimentare. E lo fa senza mai perdere di vista l’identità visiva, grazie alle illustrazioni originali che rendono ogni carta non solo uno strumento di gioco, ma un pezzo da collezione.
Verso il 2026: la galassia si prepara al caos
Chi ama i giochi di carte sa che la fase dell’attesa è quasi bella quanto il giorno dell’uscita. Le prime liste sperimentali, le ipotesi su nuove combo, i sogni su mazzi costruiti attorno a un’idea folle: è parte integrante della magia.
A Lawless Time entra in questa dimensione con uno spirito da vero fuorilegge. Promette disordine controllato, strategia a più livelli e un approccio al deckbuilding che premia i giocatori capaci di osare.
E forse, in fondo, è questa la cosa più Star Wars che potesse accadere.
E tu, da che parte del crimine giochi?
Sei più vicino alla logica spietata di Jabba o all’audacia strategica di Leia? Preferisci l’imprevedibilità di un Han in crescita o la brutalità disciplinata di Zeb? Raccontacelo nei commenti su CorriereNerd.it e prepariamoci insieme a un 2026 che rimescolerà le carte, letteralmente.
La galassia aspetta i suoi nuovi fuorilegge. Sta a te decidere se unirti a loro.
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