Starchaser – La leggenda di Orin

Quando parliamo di film di animazione, la prima cosa che ci viene in mente sono i lungometraggi della Disney, oppure gli anime di stampo Giapponese, invece il panorama dell’animazione spazia su molti generi e molte nazionalità. Infatti gli Stati Uniti, oltre alla Walt Disney e altre case maggiori come la Warner, ha sfornato molti film d’animazione prodotti da molte altre case minori e anche indipendenti, alcuni di qualità scadente, altri ben fatti e di una qualità elevata, in certi casi da poter rivaleggiare con le grandi case di produzione. Il film di cui volevamo discutere oggi è Starchaser: The Legend of Orin, conosciuto in Italia come la Leggenda di Orin. Film di Fantascienza a toni Fantasy, prodotto verso la metà degli anni ’80 dalla casa Young Sung Production Co. Ltd e distribuito dalla Clubhouse Pictures. Per la realizzazione di questo film vennero utilizzate una mescolanza di stili, dall’animazione tradizionale alla computer grafica, realizzato in 3D, infatti viene considerato uno tra i primi film d’animazione a utilizzare più di uno stile. Anche se venne considerato un Cult Movie, Starchaser ha avuto molte critiche, in quanto, sia come trama che come ambientazione venne considerato simile a Star Wars.

La storia inizia sul pianeta Trinia, nel cui sottosuolo, vive una comunità di umani, tenuti da generazioni in uno stato di schiavitù dal loro Dio vivente Zygon. Egli, approfittando del suo potere, impone alla popolazione di scavare senza sosta, nella roccia alla ricerca di minerali, la punizione per chi rifiuta di lavorare o si ribella è una sola: la morte! Dispensata da Zygon stesso o dai suoi guardiani robot. Ma Orin, un giovane orfano, non vuole più sottostare a questo tipo di vita, stufo di vedere la sua gente morire intorno a lui spaccandosi la schiena senza un vero motivo, tranne l’ordine imperativo di Zygon. Quindi decide di ribellarsi e di fuggire da quella specie di cava-prigione che per lui e la sua gente è considerata casa. A lui si uniscono Elain e il suo fratellino Arthur, ma la fuga è di breve durata, infatti i tre vengono presto catturati dai robot di Zygon,  Arthur rimane ucciso, mentre Elain viene giustiziata da Zygon stesso. Orin, in un impeto di rabbia, riesce a liberarsi e durante la lotta, Zygon perde la maschera, rivelando che altri non è che un umano come lui. La storia del Dio-vivente altro non era che una menzogna. Approfittando del momento di distrazione di Zygon, Orin fugge e si dirige verso una delle tante caverne, Zygon ordina di uccidere il ragazzo con ogni mezzo, e durante lo scontro a fuoco la volta della galleria dove si trova Orin crolla. Zygon, pensandolo morto tra le macerie, ordina di sospendere le ricerche e ritorna a vessare il popolo. Ma Orin non è morto, e, utilizzando il trapano laser che viene utilizzato per gli scavi, decide di aprirsi un varco verso l’alto sperando di trovare una via di fuga. Passa un tempo che per Orin è interminabile, finché tra le mani non gli cade uno strano oggetto di metallo, che a prima vista sembra l’elsa di una spada priva di lama. Subito dopo, gli si apre un varco verso l’esterno, spaventato e incuriosito, Orin si arrampica sul varco e si ritrova sotto un cielo notturno pieno di stelle. Tutto intorno a lui è nuovo e spettacolare, laghi, alberi e montagne, tutte cose che aveva solo immaginato grazie ai racconti degli anziani che si tramandavano come storie da raccontare ai bambini. Però, la sua contemplazione viene interrotta da un gruppo di predoni, che vedendo in Orin una preda facile gli si avventano contro, durante la lotta, Orin prende d’istinto l’elsa che aveva trovato e si avventa sui nemici, qui succede una specie di prodigio, infatti il predone che lo stava attaccando, si blocca a metà strada e sul ventre gli appare una specie di ferita in corrispondenza dell’elsa di Orin. Il sangue che scorre dalla ferita, rivela una specie di lama invisibile. Riavutosi subito dalla sorpresa Orin, approfitta del momento di spavento dei predoni e dopo averne abbattuti un paio, si dà alla fuga perché, in inferiorità numerica e non conoscendo la durata il “potere” della lama. Durante la fuga, Orin si imbatte in uno sconosciuto che sembra non aver a che fare coi predoni. Dopo un piccolo alterco questo decide di aiutare Orin a fuggire a bordo della sua astronave. Dopo essere volati via dal pianeta, lo sconosciuto si presenta col nome di Kallie. Accompagnato da un droide con sembianze femminili di nome Silica, che aveva precedentemente riprogrammato. Ben presto Orin scopre che Killie è un contrabbandiere  che traffica vari tipologie di merci tra cui cristalli di energia, gli stessi che il suo popolo estraeva dalla roccia e consegnava a Zygon. Dopo aver raccontato la sua storia a Kallie, egli gli propone di rivolgersi al sovrano della Galassia, in quanto quello che sta subendo la gente di Orin è contro la legge. Decidono quindi di dirigersi al pianeta capitale dell’Impero Spaziale, qui i due si separano, Kallie e Silica per concludere I loro “affari” e Orin per cercare di avere udienza col sovrano e ottenere giustizia. Nel suo girovagare per la Città-Pianeta Capitale, si imbatte in Aviana, una ragazza ribelle che Orin prende subito in antipatia per via del suo carattere autoritario e dispotico, ma dopo un paio di disavventure comuni, incominciano a trovare punti in comune e a piacersi. Orin racconta anche a lei le sue disavventure. Orin, rimasto stupito da tanta sicurezza, viene a sapere da Aviana che è la figlia del Re dell’Impero. Giunti a palazzo, i due raggiungono la sala delle udienze per parlare con il primo ministro Nexus, consigliere del Re, ma qui Orin ha una brutta sorpresa, Nexus altri non è che Zygon, il falso Dio, qui, in un primo momento, Orin si scaglia anche contro Aviana credendola una sua complice. in realtà Nexus aveva agito da solo e sotto gli occhi del Re e del resto dell’Impero, per poter portare a termine I suoi veri piani. Infatti Nexus, da anni ha tramato nell’ombra, per poter raccogliere abbastanza risorse per radunare una potente armata di robot da guerra, rovesciare l’attuale governo galattico e impadronirsi della galassia fondando un nuovo impero del terrore. A nulla servono le proteste di Aviana e del Re , che vengono catturati dalle truppe di Nexus e tenuti come ostaggi, mentre Orin viene rinchiuso nella prigione reale. Per Orin la situazione sembra disperata, lui rinchiuso nella prigione, il suo popolo che rimarrà schiavo per l’eternità, la sua nuova amata in mano al nemico, però mentre la situazione sembra senza uscita, Kallie e Silica giungono in aiuto di Orin, che appena saputo del suo arresto, sono giunti per aiutare l’amico. Scappati dalla prigione, si dirigono a bordo dell’ammiraglia di Nexus per fermare l’attacco, qui Orin utilizza la misteriosa elsa per combattere, in quanto ha capito che è la sua forza di volontà a far sfoderare la lama invisibile, diventando una spada invincibile. Dopo molti scontri, riesce a raggiungere la sala di comando, dove Nexus lo aspetta assieme ai suoi robot da battaglia e con Aviana prigioniera. Lo scontro finale è così furibondo e caotico, che alla fine Orin perde l’elsa e viene messo alle strette da Nexus, che durante la colluttazione con Orin si rivela essere un androide con fattezze umane, che secoli addietro si era ribellato al suo creatore per fondare un futuro un impero dominato dalle macchine. Orin disarmato, teme non solo per la sua vita, ma anche per quella di Aviana, Kallie e del resto degli abitanti della galassia, in quanto egli non sa come fare per fermare il crudele nemico. Però, una voce interiore, rivela a Orin che lui non ha bisogno dell’elsa per essere invincibile, che il potere, la forza di evocare la spada è sempre stato dentro di lui, in quanto è un prescelto. Ritemprato da quanto scoperto, Orin si concentra ed evoca la spada di energia e si avventa su Nexus, e dopo uno scontro mortale riesce finalmente a distruggerlo. Nel frattempo, Kallie insieme a Silica riescono a fermare l’attacco delle macchine, la galassia è salva e Orin può finalmente liberare il suo popolo, mentre tutti gioiscono, davanti a tutti appaiono dal nulla degli esseri di energia che si palesano a Orin come una sorta di Guardiani della Luce: ogni suo passo, dalla fuga al ritrovamento dell’elsa, fino allo scontro con Nexus era già stato scritto per prepararlo al suo destino finale, infatti gli chiedono di unirsi a loro per salvaguardare la pace come nuovo Guardiano della Luce. Orin però rifiuta spiegando che l’onore è grande, ma egli vuole trascorrere il tempo con la sua Aviana, Kallie e tutti i suoi amici. I Guardiani accettano la decisione di Orin ricordandogli che ci sarà sempre posto per lui.

Ben realizzato, con una grafica pulita e nitida, la trama per certi versi sembra ricordare molte altre saghe o film del genere, però, è così ben raccontato, che il tempo scorre veloce. Peccato che in Italia vennero fatti pochissimi passaggi televisivi, io stesso lo vidi solo una volta e la distribuzione, sia in VHS  che in DVD, successivamente, è passata quasi in sordina. Forse si riesce a trovare qualcosa nel mercato estero, senza l’audio italiano ovviamente, un peccato lo ammetto, perché secondo me sarebbe diventato una specie di cult-movie anche qui da noi. Si vocifera da alcuni anni che una casa di produzione ne abbia acquistato i diritti per un film live-action, però al momento si sa ancora poco.

 

Alla prossima!

 

By Marco Talparius Lupani

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Grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90 intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità

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