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Star Wars incontra l’arte contemporanea a Trieste: Beyond the Stars celebra la galassia di George Lucas

Darth Vader illuminato come una festa patronale siciliana, il Maestro Yoda immerso in un’esplosione di fiori psichedelici e la principessa Leia che attraversa secoli di storia dell’arte fino a incontrare Tintoretto. Se George Lucas avesse immaginato una galleria d’arte su Coruscant, probabilmente avrebbe apprezzato l’audacia di certe contaminazioni. Eppure non siamo nella capitale della Repubblica Galattica, ma a Trieste, dove dal 4 novembre 2026 la Forza ha trovato una nuova casa decisamente inaspettata: una palestra. Si chiama BEYOND THE STARS – The Art Side ed è un’esposizione che trasforma l’universo di Star Wars in materia artistica, mescolando pittura, scultura, installazioni luminose e quella capacità tutta nerd di prendere qualcosa che amiamo profondamente e provare a raccontarlo da una prospettiva completamente diversa. La mostra, inaugurata negli spazi di John Reed Fitness in Corso Italia 5, è curata da Alessandra Pierelli, con la co-curatela di Paola Martino, e arriva in un momento particolarmente significativo per gli appassionati: tra pochi mesi, il 25 maggio 2027, saranno trascorsi esattamente cinquant’anni dall’uscita americana del primo film della saga. Mezzo secolo durante il quale una storia di cavalieri spaziali, imperi galattici e ribellioni impossibili è diventata uno dei linguaggi culturali più riconoscibili del pianeta.

Perché Star Wars continua a ispirare gli artisti dopo quasi cinquant’anni?

La risposta, secondo me, ha molto a che fare con il motivo per cui continuiamo a discutere di Anakin Skywalker anche dopo aver visto e rivisto la sua trasformazione in Darth Vader. Star Wars non è mai stata soltanto una storia di astronavi e combattimenti con le spade laser. George Lucas ha costruito un immaginario attingendo al cinema dei samurai di Akira Kurosawa, ai serial fantascientifici, alla mitologia e alle strutture narrative del viaggio dell’eroe. Ha preso archetipi antichissimi e li ha rivestiti di tecnologia, creando personaggi capaci di attraversare le generazioni senza perdere la propria forza simbolica. Vader, soprattutto, rimane un personaggio straordinariamente moderno: un uomo che sacrifica la libertà inseguendo il controllo, finendo prigioniero delle proprie scelte. La sua redenzione, raccontata ne Il ritorno dello Jedi, rende ancora più interessante quella maschera nera che sembra negare qualsiasi possibilità di umanità. Non sorprende quindi che il conflitto tra luce e oscurità sia diventato il tema centrale di Beyond the Stars, dove dieci artisti affrontano l’eredità della saga utilizzando linguaggi espressivi lontani dalla tradizionale estetica cinematografica.

Da Darth Vader alle luminarie siciliane: dieci artisti riscrivono la galassia

La parte più stimolante dell’esposizione è proprio la libertà con cui vengono reinterpretati simboli che conosciamo quasi istintivamente. Domenico Pellegrino, per esempio, incontra l’iconografia di Darth Vader attraverso le luminarie tradizionali siciliane, creando un cortocircuito culturale affascinante: il Signore Oscuro, normalmente associato a metallo, ombre e atmosfere minacciose, viene reinterpretato attraverso una tradizione visiva popolare legata alla festa e alla luce. Felipe Cardeña trasporta invece Yoda in una dimensione floreale e psichedelica, trasformando il piccolo maestro Jedi in una presenza quasi mistica, immersa in colori che sembrano suggerire una Forza più organica, naturale e imprevedibile.

Ancora più curioso è l’incontro tra Leia Organa e Tintoretto, costruito da Davide Bacter attraverso una rilettura de L’origine della Via Lattea. Qui il dialogo tra cultura pop e storia dell’arte diventa particolarmente interessante: un’opera della tradizione pittorica occidentale entra in relazione con una principessa ribelle che, dal 1977, rappresenta una delle figure femminili più importanti della fantascienza cinematografica. Bruno Volpez, conosciuto come ZEP, sceglie invece di trasformare Leia in un’icona rock, mentre Giulia Maglionico affronta la contemporaneità con Tax Wars, un’installazione che sfrutta l’immaginario delle guerre stellari per ironizzare sul carovita e sulla pressione fiscale. Una satira che dimostra quanto sia facile utilizzare il linguaggio della fantascienza per parlare delle nostre preoccupazioni quotidiane: dopotutto, tra una burocrazia galattica e certe complicazioni terrestri, il confine può diventare sorprendentemente sottile.

Le sculture di Alessandra Pierelli, costruite anche attraverso l’impiego di puntine da disegno, lavorano invece sul rapporto tra bellezza e pericolo, attrazione e vulnerabilità. Stefano Banfi esplora le possibilità espressive della luce e della retroilluminazione, Fabrizio Ceccarelli attraversa il linguaggio della pittura pop, Andrea Poggipollini, in arte APP, introduce riferimenti alla storia della performance, mentre Tom Porta sviluppa una ricerca pittorica attraversata da memoria e inquietudine. Dieci sensibilità differenti, dunque, che non cercano semplicemente di riprodurre i personaggi originali, ma li utilizzano per raccontare qualcosa del nostro presente.

Il fandom entra nella mostra: droidi, costumi e spade laser

Chi frequenta le convention conosce bene la differenza tra osservare un costume dietro una vetrina e trovarsi davanti un personaggio che sembra appena uscito dal set di un film. Il cosplay, soprattutto nell’universo di Star Wars, ha sviluppato nel tempo un rapporto particolarmente stretto con l’artigianato, la progettazione scenografica e la ricostruzione dei dettagli cinematografici. Per questo la presenza del CRIMSON SQUADRON – Fan Club Star Wars del Friuli Venezia Giulia rappresenta qualcosa di più di un semplice accompagnamento spettacolare. Costumi, caschi, droidi, spade laser, figuranti e coreografie di saber combat contribuiscono a costruire un’esperienza in cui la creatività degli artisti incontra quella delle community.

È una contaminazione che racconta bene quanto sia cambiato il rapporto tra fandom e istituzioni culturali. I costumi realizzati dagli appassionati, un tempo considerati prevalentemente strumenti di intrattenimento, oggi dialogano sempre più spesso con musei, esposizioni e iniziative artistiche. Un fenomeno che abbiamo raccontato anche attraverso la mostra milanese Che l’arte sia con te, dedicata alla trasformazione dei caschi di Star Wars in opere d’arte. Trieste prosegue idealmente questo discorso, mostrando come la cultura partecipativa possa diventare parte integrante del linguaggio espositivo.

Una palestra può diventare uno spazio culturale?

Anche la scelta della location merita attenzione. John Reed Fitness, marchio del gruppo internazionale RSG, propone da tempo un’identità che combina allenamento, musica, design ed esperienze culturali. Il club triestino aveva già ospitato iniziative dedicate a Ken Scott, al Graffitismo italiano e ai supereroi, ma l’incontro con Star Wars permette di approfondire ulteriormente una questione interessante: perché l’arte dovrebbe essere confinata esclusivamente nei luoghi che siamo abituati a considerare artistici? Portare opere contemporanee in uno spazio frequentato quotidianamente significa intercettare anche persone che forse non sceglierebbero spontaneamente di visitare una galleria.

All’inaugurazione del 4 novembre ha partecipato anche Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha sottolineato il valore di Star Wars come fenomeno culturale capace di attraversare generazioni e linguaggi artistici. Un riconoscimento istituzionale significativo per una saga che ha contribuito a trasformare la fantascienza da genere percepito come specialistico a patrimonio condiviso della cultura contemporanea.

La mostra è visitabile gratuitamente tutti i sabati dalle 15:00 alle 21:00, previa registrazione sulla pagina ufficiale Eventbrite di Beyond the Stars – The Art Side. La sede è John Reed Fitness, Corso Italia 5, Trieste.

Verso i cinquant’anni di Star Wars: una galassia che continua a cambiare

Il 2027 sarà inevitabilmente un anno speciale per il fandom. Lucasfilm ha già annunciato il ritorno cinematografico del film originale del 1977 in versione restaurata, mentre il mondo delle esposizioni si prepara a celebrare l’anniversario anche con progetti di grande respiro come Star Wars: The Experience, la mostra itinerante dedicata alla storia della saga. Ma forse l’aspetto più interessante di tutto questo anniversario non riguarda soltanto ciò che Lucasfilm deciderà di recuperare dal passato. Riguarda quello che le persone continuano a creare partendo da quell’universo.

Un Darth Vader trasformato in luminaria siciliana, una Leia che attraversa la pittura rinascimentale e un Maestro Yoda circondato di fiori raccontano una verità piuttosto semplice: Star Wars appartiene ormai anche alla sensibilità artistica di chi la reinterpreta, naturalmente senza perdere il legame con l’opera originale. Una galassia nata sul grande schermo nel 1977 continua così a espandersi attraverso pittori, scultori, cosplayer e appassionati che trovano nuovi significati in simboli condivisi da milioni di persone. E forse la vera domanda è proprio questa: quale personaggio della saga vorreste vedere reinterpretato da un artista contemporaneo, e in quale stile?

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