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Trasformo la LEGO Razor Crest in una Slave I e poi nella Marauder della Bad Batch!

Un foto racconto di come, insieme a mio figlio di otto anni, abbiamo smontato il set LEGO della Razor Crest per poi riutilizzare gli stessi mattoncini e costruire la Slave I di Boba Fett.
Non appagati e in hype per l’uscita della terza stagione di Bad Batch, con gli stessi pezzi abbiamo poi costruito la loro astronave: la Marauder.
E ci abbiamo pure aggiunto le minifigure…

Quanto ci piace trasformare i set LEGO!

Qualche esempio di MOC da noi realizzate a team Star Wars

Nel vasto universo dei mattoncini LEGO, esiste un’arte particolare che permette di esprimere la propria creatività in modo unico e personale: le MOC, acronimo di “My Own Creation”, ovvero “La mia creazione”. Questi sono modelli LEGO realizzati da appassionati, non basati su istruzioni ufficiali, ma piuttosto sull’immaginazione e l’abilità dei costruttori stessi.
E del resto che cosa fa solitamente un bambino non appena finisce di costruire un nuovo set LEGO appena regalato? Dopo averci giocato per qualche minuto, è molto probabile che inizierà a smontarlo per poi ricomporlo a piacere, apportando modifiche o stravolgendolo completamente, magari arricchendo la nuova composizione con altri mattoncini di altri set.
Io e mio figlio non facciamo eccezione.

Tantissimi collezionisti montano il set LEGO rispettando scrupolosamente le istruzioni per poi esporre l’opera finita in vetrina, ed è perfetto.
Sarà per l’indole giocosa, sarà per aver ormai terminato lo spazio a disposizione, noi facciamo parte di quella schiera di appassionati del mattoncino che dopo aver composto il set nella sua forma originale, il più della volte lo smontano per trasformarlo in qualche cosa di completamente differente.

Ma cosa rende le MOC così speciali?

Qualche esempio di MOC da noi realizzate a team Star Wars

Innanzitutto, la libertà. Mentre i set ufficiali LEGO possono offrire una struttura e un obiettivo preciso, le MOC consentono ai costruttori di esplorare liberamente le proprie idee senza confini. Questa libertà stimola la creatività e l’innovazione, incoraggiando i costruttori a sperimentare nuove tecniche e soluzioni di design.

Le MOC sono anche un’occasione per connettersi con una comunità globale di appassionati. Attraverso eventi, mostre e piattaforme online dedicate, i costruttori di MOC possono condividere le proprie creazioni, ricevere feedback e ispirarsi l’un l’altro. Questa rete di connessioni umane alimenta ulteriormente la passione e l’entusiasmo per il mondo LEGO.
Una delle piattaforme on line più frequentata è sicuramente rebrickable.com, un portale dove appassionati costruttori da tutto il mondo condividono le loro idee e i loro progetti, spesso in maniera completamente gratuita.

Ma parliamo della Razor Crest!

Come ho già detto, io e mio figlio ci divertiamo da matti a comporre creazioni con i mattoncini LEGO del tutto originali. Ci piace riprodurre di tutto, come ad esempio scene di vita quotidiana, località o qualsiasi altra cosa ci venga in mente; ma il nostro più grande divertimento sta nel riprodurre scene o set ispirati alla nostra altra grande passione che ci accomuna: Star Wars ovviamente! (What else?)

Ad un certo punto ci siamo chiesti, ma come potremo trasformare la gloriosa Razor del Mandaloriano in qualcos’altro!?
Solitamente procediamo in completa autonomia, ma curiosando sul già citato portale rebrickable.com ci siamo imbattuti in questo progetto pazzesco del MOC Designer “A Great Builder” nel quale si andava a realizzare l’iconica astronave di Boba Fett: la Slave I utilizzando esclusivamente i mattoncini contenuti nel set della Razor Crest!

Secondo voi potevamo tirarci indietro davanti ad un progetto così ambizioso?
No di certo.

Si parte!

Pieni di entusiasmo andiamo ad assemblare la nostra Razor Crest, il primo set LEGO originale rilasciato a settembre 2020 nel pieno del boom e del successo planetario della serie di The Mandalorian trasmessa su Disney+

La gloriosa Razor Crest rilasciata nel settembre 2020
(Set LEGO The Mandalorian Trasporto del cacciatore di taglie – 75292)

 Chapter 14: The Tragedy

Tutti voi ricorderete lo shock e lo sgomento provato durante l’episodio 14 della saga di The Mandalorian, quando un razzo proveniente dal cielo distrugge in mille pezzi la mitica Razor del nostro amato Mando.
Per ricreare l’atmosfera, non abbiamo a disposizione razzi o blaster e quindi dobbiamo accontentarci di un buon martello.

“Datemi un martello!” … “Che cosa ci vuoi fare!?”

Povero Mando… :'(

Inizia la costruzione

Come chiunque si sia cimentato in una costruzione di un set LEGO di una certa complessità sa bene, l’organizzazione è tutto.
Quando si ha a che fare con molti pezzi e questi non sono ahimè già raggruppati in sacchetti numerati come nei set ufficiali appena usciti dalla scatola, occorre fare un minimo di selezione e raggruppare i mattoncini nella maniera più efficace possibile.

Molti builder adottano una suddivisione per colore, molti altri invece preferiscono separarli per tipologia, chi per dimensione… vi sono in rete numerose guide e tutorial con pratici consigli su come organizzare la propria collezione o su come approcciarsi ad una nuova costruzione, ma la verità alla fine è che non vi è “un metodo migliore in assoluto”; molto più semplicemente il metodo con il quale vi trovate meglio è sicuramente quello giusto ; )

Io e mio figlio ad esempio per tutto il nostro LEGO “sfuso” abbiamo iniziato a fare un “sorting” per colore, ma con l’allargarsi della collezione è presto diventato un metodo che si è rilevato poco efficace e siamo quindi passati ad una suddivisione per dimensioni.
Ad oggi adottiamo una “tecnica mista” a seconda della tipologia di mattoncini con la quale abbiamo preso confidenza e ci rende abbastanza veloci nell’individuare il pezzo necessario senza impazzire.
Ecco quindi che per il nostro progetto “Trasforma la Razor Crest in una Slave I” abbiamo adottato lo stesso criterio grazie ai nostri fidati contenitori modulari Trofast della Ikea (che il Dio degli scandinavi li abbia in gloria!)

Mando non è per nulla convinto di cosa stiamo facendo alla sua Razor

Diamo il via finalmente alla costruzione e vi dico subito che le tecniche di montaggio sono tra le più assurde e “folkloristiche” mai viste (roba da morire dal ridere proprio).
In molti passaggi occorre ad esempio unire mattoncini soltanto per uno stud e questi rimangono precari fino a che dopo diversi altri passaggi finalmente vengono fissati meglio da altri pezzi. Vi sono veri e propri “buchi” che rimangono tra un mattoncino e l’altro, ma ben presto iniziamo a capire che si tratta di avere fiducia nel progetto, perché poi mano a mano che si prosegue tutto sembra avere (forse) un senso.
In ogni caso Mando non sembra convinto per niente.

La costruzione prosegue alacremente, sempre con soluzioni di montaggio che farebbero rabbrividire qualunque ingegnere LEGO per quanto risultino essere bizzarre a dire poco.
Spesso poi non si tratta di andare avanti con una unica costruzione, ma bensì di assemblare parti più piccole, che poi sicuramente andranno montate in qualche modo insieme per formare qualcosa di più comprensibile… ehm… credo…

E questo cosa diavolo è!?

No va bèh ma questo è il Falcon!

Non ci possiamo credere ragazzi!
Siamo arrivati al passaggio settantordici di millemila e finalmente lo scheletro di quella che sarà l’astronave inizia a rilevarsi, e la sagoma ci appare subito familiare: ma il Millennium Falcon per Giove! Ma non dovevamo fare la Slave I di Boba Fett!?
Ecco, vi giuro che a questo punto del progetto siamo stati tentatissimi da deviare completamente dalle istruzioni di questa MOC per proseguire in completa autonomia come al solito.
E’ stata davvero dura resistere, ma sto cercando di trasmettere a mio figlio che “un Kiurlo porta sempre un lavoro a termine” e quindi proseguiamo.
Che Slave I sia.

Lo “scheletro” di quella che sarà la nostra Slave I ci ricorda tantissimo il Milliennium Falcon…

La faccenda si complica…

Chiunque di voi si sia cimentato (e sarete sicuramente in molti) con la costruzione del set originale della LEGO Razor Crest del 2020, sa che per renderla il più possibile solida e robusta, gli ingegneri danesi hanno ben pensato di realizzare il telaio interno sul quale poi verrà modellato tutto il resto della astronave con pezzi della linea Technic.
Del resto è una tecnica costruttiva che ormai è sempre più presente da ormai diversi anni, soprattutto quando si ha a che fare con modelli medio-grandi che necessitano di maggiore stabilità e magari anche resistere alle eventuali sollecitazioni dovute al peso o più semplicemente all’entusiasmo di un bambino di otto anni che non vede l’ora di giocarci!

Nel mondo degli appassionati LEGO il dibattito sulla linea Technic è sempre aperto, con migliaia di fan che passerebbero giornate intere a realizzare le strutture più articolate possibili, con tanto di motori elettrici programmabili, giunti, ghiere e quant’altro faccia battere il cuore degli amanti di questa particolare gamma di mattoncini, e chi invece come me e mio figlio li osserva con diffidenza (ed un certo timore), relegandone l’utilizzo solo in casi di reale necessità.
Beh come si diceva, la Razor Crest prevede diversi elementi Technic e di conseguenza se vogliamo (ri)utilizzare gli stessi pezzi per costruire la Slave I, in qualche modo bisognerà pure usarli, no!?

Ecco, date una occhiata a qualche esempio qua sotto per farvi intuire il livello di complessità e la fantasia del mastro costruttore che ha partorito queste soluzioni di montaggio.
Dopo pochissimo tempo lascio il testimone alle manine sapienti di mio figlio.
(non ce la posso fare… davvero)
Tutta la fatica viene però ripagata quando all’improvviso, dopo tantissimi passaggi improbi, compare ai nostri occhi quella che chiaramente sarà la cabina di pilotaggio destinata al nostro cacciatore di taglie. Mando fatti da parte che tocca a Boba!

Diversi passaggi richiedono l’utilizzo di LEGO Technic

L’utilizzo di tutti questi “curved slop” sarà geniale!

Enjoy the reveal

Ci siamo.
Dopo centinaia di passaggi, in un continuo alternarsi di soluzioni tecniche tra le più disparate e fantasiose e quelle invece più lineari, e dopo aver assemblato tutti i vari “blocchi” che vengono montati come corpi a se stanti, è arrivato il momento sia per noi che per voi che leggete che si riveli il risultato finale.
Roba da non credere, ma abbiamo davvero tra le mani una Slave I (ed è pure fighissima) realizzata interamente con gli stessi pezzi della Razor Crest!
Giurin giurello: non abbiamo utilizzato neanche un solo mattoncino extra non previsto nel set originale.

La Slave I di Boba Fett in versione LEGO
ma costruita con i pezzi della Razor Crest

Ricca di dettagli e con pure il ponte di carico

Ma la sfida è appena iniziata!

Esatto cari amici LegoStarWarsAddicted! Nell’altisonante titolo di questo articolo si parlava anche della strepitosa Marauder, il mezzo di trasporto di classe “Omicron” utilizzato dalla mitica Bad Batch durante le loro avventure contro l’impero.
A proposito, fermi tutti: avete già visto la mini rece no spoiler del nostro Roby Rani che ha potuto visionare in esclusiva tutta la terza stagione!?
E non perdetevi il bellissimo approfondimento a cura di Margherita Argan sulla Clone Force 99 e il tema dei cloni (e veterani).
Sempre a tema Bad Batch: qui trovate le nostre recensioni delle prime tre puntate!

Potevamo quindi fermarci alla realizzazione della Slave I? No di certo.
In pieno fomento per l’uscita della terza stagione, (ri)smontiamo tutto, (ri)dividiamo i mattoncini nei nostri contenitori e ci lanciamo subito nel realizzare la Marauder (ri)utilizzando gli stessi pezzi!

Anche in questo caso il processo è stato lungo e periglioso e vi risparmiamo i dettagli passo-passo. Ad un certo punto però ci siamo resi conto che ci mancavano delle minifigure adeguate al caso. Già perché in casa non avevamo mai acquistato il set originale LEGO del 2021 che tra l’altro includeva tutte le minifigure della Clone Force 99 (ma non quella di Omega).
Quindi ci siamo lanciati in una sfida-dentro-la-sfida nel riuscire a ricreare almeno un paio dei più rappresentativi personaggi della serie.

La minifigure di Hunter

Per il comandante della Clone Force 99 abbiamo utilizzato corpo e torso di un Sith Trooper per poi valutare anche la sua faccina con l’espressione accigliata che ci è sembrata perfetta! Da una minifigure della (sottovalutatissima) serie Monkey Kid abbiamo sciacallato i capelli con la caratteristica fascia rossa alla rambo, aggiunto un coltellazzo e un bel blasterone et voilà: ecco fatto il nostro Hunter “home made”.

La minifigure di Omega

Per Omega invece la scelta è stata più complicata, ma non ci siamo lasciati prendere dallo sconforto e alla fine abbiamo optato per il viso di Bo Peep, la pastorella di Toy Story, abbiamo quindi preso l’acconciatura bionda di questa particolare versione di Palpatine e per il torso abbiamo utilizzato il retro di un soldato Umbaran dove abbiamo dovuto staccare e riattaccare le braccia per “rovesciarlo” e quindi sostituire le manine grigie con una coppia del classico giallo LEGO.

Ed ecco qua anche la Marauder della Bad Batch

Eccola qua, in tutta la sua gloria e con la sua linea inconfondibile, una riproduzione in versione LEGO della astronave Marauder realizzata con gli stessi mattoncini del set della Razor Crest (non uno di più).
Cosa dire? Secondo noi è davvero convincente, anzi per certi versi (soprattutto in merito alla scelta dei colori del set originale – 75315) ci risulta addirittura più azzeccata.
Tocco di classe il meccanismo perfettamente funzionante delle ali pieghevoli durante la fase di atterraggio, la cabina di pilotaggio con tanto di passarella e i motori posteriori.

Io e mio figlio ci auguriamo con tutto il cuore che vi siate divertiti un po’ anche voi nel leggere il resoconto di questa nostra piccola avventura nel mondo delle MOC a tema LEGO Star Wars; noi di sicuro ci siamo fatti un sacco di risate e non vediamo l’ora di lanciarci in un nuovo progetto!

A presto! E non smettete mai di costruire

La Marauder della Bad Batch in versione LEGO
ma costruita con i pezzi della Razor Crest

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